Incredibile cosa succede a BTP e titoli di Stato quando aumentano i tassi di interesse e quanto ampie potrebbero essere le perdite in conto capitale

I risparmiatori in titoli di Stato hanno vissuto nel 2020 un anno sereno grazie all’inflazione negativa. Tranne sulle brevi e medie durate, infatti, poi la curva dei rendimenti era discretamente positiva. Nel 2021 è ritornata in auge l’inflazione, che in questo 2022 è semplicemente fuori controllo.

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Perché il mercato li sta vendendo a piene mani?

Oggi il mercato guarda alle Banche Centrali e all’inversione delle loro politiche monetarie. In vista dei rialzi dei tassi, infatti, gli operatori semplicemente vendono obbligazioni. Al riguardo il mese di marzo e questo inizio di aprile si sono rivelati una Caporetto per il mercato dei bond.

Secondo gli analisti, i maggiori timori degli operatori risiedono in un eccesso di aggressività da parte delle Banche Centrali nel tentativo di argine l’inflazione.

In pratica tra gli addetti ai lavori si rincorrono le previsioni circa il numero e l’entità dei rialzi del costo del denaro. A tali rialzi si aggiungono inoltre le sospensioni dei programmi di acquisto di titoli pubblici.

L’effetto combinato di questo cambio di scenario porta semplicemente a vendere obbligazioni, mentre salgono i rendimenti. Infatti i prezzi dei bond dipendono dall’andamento dei tassi di interesse. Quando questi ultimi salgono e/o sono attesi in salita, i prezzi scendono (il mercato vende) e viceversa. In particolare, scopriremo che è incredibile cosa succede a BTP e titoli di Stato quando aumentano i tassi.

Infine, ricordiamo che abbiamo già visto quali sono i periodi “migliori” per acquistare titoli di Stato e fare un buon affare.

Incredibile cosa succede a BTP e titoli di Stato quando aumentano i tassi di interesse e quanto ampie potrebbero essere le perdite in conto capitale

Vediamo a questo punto di quanto scendono i prezzi a fronte di un rialzo dei tassi. Prendiamo a riferimento i bond a 5, 10 e 15 anni e le variazioni del tasso di interesse dallo 0,00% al 2,00%. Come riportato da AdviseOnly, gli effetti sul livello dei prezzi sono i seguenti:

  • BTP a 5 anni (variazione dei tassi e variazioni dei prezzi): +0,25% e –1,2%; +0,50% e –2,3%; +0,75% e –3,5%; +1,00% e –4,6%; +1,50% e –6,9%; +2,00% e –9,2%;
  • BTP a 10 anni: +0,25% e –2,2%; +0,50% e –4,3%; +0,75% e –6,5%; +1,00% e –8,7%; +1,50% e –13,00%; +2,00% e –17,3%;
  • BTP a 15 anni: +0,25% e –3,1%; +0,50% e –6,2%; +0,75% e –9,3%; +1,00% e -12,4%; +1,50% e –18,6%; +2,00% e –24,9%.

Ovviamente all’aumentare della durata del bond l’incidenza della variazione dei tassi sui prezzi è molto più marcata.

Ecco perché oggi diversi titoli quotano sotto cento, offrendo al risparmiatore la possibilità di guadagnare il 5% o il 10% o il 20% a scadenza.

Fino a quale livello saliranno i tassi di interesse?

In chiusura, proviamo a rispondere a un possibile quesito del piccolo risparmiatore. Ossia: quando terminerà il ciclo dei rialzi dei tassi di interesse delle Banche Centrali?

Per rispondere con assoluta certezza ci vorrebbe la sfera di cristallo. Tuttavia, secondo molti analisti finanziari il tasso terminale a cui le Autorità monetarie si fermeranno sarà un po’ inferiore al c.d. tasso neutrale. Vale a dire a quel tasso in cui l’economia non cresce e non decresce.

Oltretutto bisogna fare i conti con gli effetti della guerra, il costo del debito per i Governi super indebitati, la necessità di sostenere la crescita di lungo termine.

Approfondimento

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