Incentivo alle famiglie con la proroga di questo strumento lavorativo divenuto essenziale

Il decreto Milleproroghe, prevede tra le tante anche la proroga dello smart working in concomitanza del prorogarsi dello stato emergenziale fino al 31 marzo 2021. Si continua a fornire un importante incentivo alle famiglie con la proroga di questo strumento lavorativo divenuto ormai essenziale.

Con la proroga dello stato di emergenza fino al 31 marzo, si proroga anche il lavoro agile per chi ha figli minori di 14 anni in quarantena. Infatti si prevede tale modalità lavorativa per genitori con almeno un figlio minore di 14 anni, e che possono svolgere l’attività lavorativa in maniera agile.

Il diritto al lavoro agile spetta quando entrambi i genitori lavorano. Di conseguenza, non spetterà nel caso in cui, in famiglia, vi sia un genitore beneficiario di altri strumenti di sostegno, ad esempio sia in cassa integrazione. Quindi anche dopo il 31 gennaio, i genitori, con almeno un figlio minore di anni 14, potrà continuare l’attività lavorativa in smart working.

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Proroga smart working per i privati e per la Pubblica amministrazione

Mentre i privati potranno usufruire della proroga smart working in concomitanza del prorogarsi dello stato emergenziale, in ambito pubblico tale modalità diventa strutturale. Nel settore privato durerà fino al termine fissato per la fine dello stato di emergenza. Le aziende private, infatti, potranno continuare ad usufruire dello smart working semplificato fino al perdurare dell’emergenza, dopo, bisognerà seguire le normali regole. Ad ogni modo, si cerca comunque di dare incentivo alle famiglie, con la proroga di questo strumento lavorativo divenuto essenziale

Lo smart working, nella Pubblica Amministrazione, dal primo gennaio 2021 diventa strutturale, ma con un piano organizzativo per il lavoro agile, cosiddetto POLA. Se fino ad adesso lo smart working sembrava un incentivo, cominciano adesso in ambito pubblico dei piccoli paletti. Infatti, con l’anno nuovo, tutti gli enti pubblici, sentiti i sindacati, dovranno elaborare un POLA. Nel piano organizzativo si prevedrà la modalità smart working per almeno il 60% degli impiegati. Il POLA inoltre, definirà le misure organizzative, i percorsi formativi del personale, nonché gli strumenti di verifica periodica dei risultati conseguiti.

 

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