Incentivi acquisto auto:  non sempre convengono, vediamo perché

Incentivi acquisto auto:  non sempre convengono, vediamo perchè.

Già da alcuni anni, vari governi hanno incentivato gli italiani a cambiare la propria auto. Periodicamente, infatti, i cosiddetti bonus rottamazione si aggiungono alle promozioni delle concessionarie. La logica di questi bonus è sempre la stessa.  Cambiare un’auto vecchia e inquinante con una nuova e rispettosa dell’ambiente conviene perché avremo uno sconto diretto al momento dell’acquisto. Negli anni, molti italiani ne hanno approfittato, garantendosi uno sconto su un’auto fiammante e diminuendo le emissioni dannose per l‘ambiente. Ma questa volta il bonus auto potrebbe rendere meno conveniente cambiare la macchina, ecco perché.

Ecobonus 2020: cosa prevede?

Il bonus attualmente allo studio prevederebbe uno sconto di 6.000 Euro per rottamare un’auto inquinante e acquistarne una elettrica o ibrida. Il Ministro Patuanelli ha infatti confermato che l’incentivo sarà limitato a queste due categorie di auto nuove. Quindi non ci sarà spazio per vetture a benzina, gasolio o a gas, anche se rispettose delle più recenti e stringenti norme anti-inquinamento. Le auto nei concessionari sono molte, e di ogni tipo di propulsione, nonché rispettose del limite dei 95 grammi per chilometro di emissione stabilito dall’UE.

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Incentivi acquisto auto: non sempre convengono, vediamo perché

Il costo medio di un’automobile immatricolata in Italia nel 2019 è stato di 22mila Euro, la media sale a 37mila per le auto elettriche o ibride. Insomma, il bonus andrebbe a privilegiare i più abbienti ed escluderebbe i budget più ridotti che non possono ambire a vetture elettriche. Senza incentivi, è probabile che molti rinunceranno a sostituire il proprio automezzo con la conseguenza di lasciar circolare i veicoli più inquinanti.
Fin qui abbiamo visto come la particolare configurazione di questi incentivi rischi di non dare effettivi vantaggi ambientali. Ma potrebbe rivelarsi anche un boomerang commerciale andando ad aumentare il prezzo delle auto.

Il bonus auto potrebbe rendere meno conveniente cambiare la macchina!

Nel nostro paese ci sono oltre 450mila automobili nuove, ferme nei parcheggi delle concessionarie perché invendute. L’acquisto delle utilitarie verrebbe quindi disincentivato e andrebbe a gravare sulle politiche di scala dei produttori. Questi ultimi si troverebbero a dover alzare i prezzi, rendendo le utilitarie meno appetibili per i consumatori.

Il settore automobilistico porta oggi circa il 18% delle entrate del fisco italiano. Penalizzare il settore vorrebbe dire diminuire le entrate per lo Stato.  Veicoli inquinanti mantenuti in circolazione aggraverebbero i danni causati dall’inquinamento, con ripercussioni sulla salute dei cittadini e, di conseguenza, sulle casse dello Stato.

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