In una asset allocation ideale si può sovrappesare questo indice azionario: ecco il perché

In una asset allocation ideale si può sovrappesare questo indice azionario: ecco il perché. Ci sono indici azionari che più particolari di altri. Indici che hanno comportamenti, soprattutto sul lungo termine, che li mettono a parte rispetto alla media. Indici che sfidano i comportamenti razionali di altri mercati. Due di questi sono il FTSE MIB e il Nikkei 225. Il primo è l’indice dei primi 40 titoli azionari di Borsa Italiana. Il secondo quello dei 225 titoli azionari principali della borsa giapponese. Ma perché sono due indici particolari? Continuate a leggere ed in pochissimi minuti saprete tutto.

Il FTSE MIB e il Nikkei 225 sono gli unici due indici mondiali a non aver ancora recuperato due importanti cadute. Il primo quella dei listini azionari del 2000. Cioè la bolla delle dot.com. Vale a dire, per chi non lo sapesse, un momento particolarmente importante della storia dei mercati. Cioè il momento in cui si sgonfiò la prima bolla tecnologica dei titoli legati ad Internet. A quell’epoca il mercato italiano visse un momento di euforia come mai visto prima. Superiore anche a quella del NASDAQ americano. Che avrebbe recuperato i massimi del marzo 2000 solo nel marzo 2015. Il secondo crollò con la crisi susseguente alla bolla immobiliare del Paese del Sol Levante.

Orbene, i due indici sopra menzionati questa operazione di recupero non l’hanno ancora fatta. Anzi, ci sono ancora lontani. Ma ci sono delle importanti novità per uno dei due. Anzi, importantissime. Quali? Continuate a leggere.

In una asset allocation ideale si può sovrappesare questo indice azionario: ecco il perché

Il FTSE MIB ha visto il suo massimo a 47.334 nel febbraio del 2000. Ed un nuovo massimo molto simile nell’agosto dello stesso anno. Il Nikkei 225 raggiunse il massimo storico nel lontanissimo dicembre 1989, con 39.483 punti. E se il primo ancora è parecchio lontano dai suoi massimi storici (deve ancora recuperare il 132%), il secondo c’è più vicino. Ma la cosa realmente importante è che il Nikkei 225 ha appena dato importantissimi segnali tecnici. L’indice giapponese sta infatti dando segnali confermati di un bull market di lunghissimo periodo. E c’è l’elevata probabilità che possa volare nei prossimi 2/3 anni. E performare meglio degli altri. Cosa sconfesserà questa idea operativa? Una chiusura trimestrale inferiore a 16.5350. Cosa la confermerà? Il superamento in chiusura mensile di 24.116.

L’indice principale del Giappone deve ancora recuperare il 70% dalla caduta di inizio anni ’90. Ma forse è venuto il momento buono per una lunga, proficua corsa al rialzo pluriennale. E quindi di includerlo in una asset allocation ideale di medio-lungo periodo, sovrappesandolo.

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