In Russia è guerra nella corsa allo zucchero, gli scaffali vuoti potrebbero rappresentare l’allarme per la sicurezza interna

Se l’Ucraina non sa più come dare degna sepoltura ai morti, il problema dei “fratelli” russi è lo zucchero. E la corsa all’accaparramento può innervosire lo zar perché sa bene che l’insoddisfazione dei suoi cittadini può degenerare in una rivoluzione interna che nessuna forma di repressione può contrastare. Per la corsa allo zucchero, fonti dell’ex Unione Sovietica riferiscono si tratti di un atteggiamento emotivo dettato dalla paura che sfocia nell’irrazionalità. Altre fonti invece parlano della continua salita dei prezzi dei beni alimentari come conseguenza delle sanzioni imposte dall’Occidente. Fatto sta che sono diventati virali video di persone in zuffa reciproca  per fare scorte di zucchero. Il costo ha raggiunto i 100 rubli al chilo circa, che corrisponde a circa 0,89 centesimi di euro.

Il rischio insurrezione

È questo ciò che Putin dovrebbe temere. La rivolta popolare anche se repressa con forme severe potrebbe non conoscere sosta se a mancare è il cibo. Soprattutto se non parliamo solo di Coca Cola che pare abbia deciso di interrompere le esportazioni in Russia, ma di beni di prima necessità. Così la guerra che in Ucraina si combatte con le armi, in Russia riguarda lo zucchero. E con questo tipo di problemi gli ucraini farebbero volentieri cambio. Tuttavia, i sovietici sono arrabbiati anche se abbiamo visto in tv alcune migliaia di cittadini allo stadio di Mosca con tanto di bandierine. Probabilmente pagati per recarsi al Luzniki, a ben vedere dalla parte alta degli spalti è stata un’escalation di fischi.

In Russia è guerra nella corsa allo zucchero, gli scaffali vuoti potrebbero rappresentare l’allarme per la sicurezza interna

Gli scaffali in diverse città sarebbero vuoti perché, chi è riuscito, ha fatto razzia per contrastare l’impennata dei prezzi. Sullo zucchero veramente c’è una corsa folle, tant’è che in una cittadina di 500mila abitanti, Tula, l’acquisto sarebbe diventato addirittura pericoloso. Appena arriva lo zucchero sugli scaffali, dai video che visioniamo, la gente si precipita per riempire i carrelli. Addirittura rispetto all’invito ad una distribuzione ponderata per ciascun consumatore, i presenti avrebbero reagito male prendendo d’assalto carrello, zucchero e casse. Un’isteria collettiva.

I ministri invitano alla serenità

L’invito alla calma delle istituzioni locali ha il sapore dello scherno. Il ministero dell’Agricoltura russo, ad esempio, nel bel mezzo del caos avrebbe invitato i cittadini a contattare il numero verde per contestare l’aumento dei prezzi. Ma i russi iniziano ad avere fame, il costo della vita si è impennato. Non possono viaggiare, esprimere opinioni libere. Le aziende chiudono e molti sono inoccupati. Gli scaffali del supermercato sono vuoti. Non piovono bombe ma si profila il problema di cosa mettere a tavola. E non è fantascienza. Il rischio si profila all’orizzonte, da qui la corsa affannosa ai centri commerciali. Così in Russia è guerra nella corsa allo zucchero, gli scaffali vuoti potrebbero rappresentare l’allarme per la sicurezza interna. Il sintomo non è da sottovalutare e potrebbe giocare a favore della fine dell’«operazione militare» (così la chiama Putin) a suon di missili.

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