In questo modo è possibile annullare gli effetti di una cartella esattoriale

Ricevere la notifica di una cartella esattoriale è sempre una brutta sorpresa. Ancora peggio, però, è venire a conoscenza di una pendenza verso l’Erario dopo la scadenza per il relativo pagamento. Può capitare, infatti, di non aver ricevuto la notifica postale e di scoprire troppo tardi dell’esistenza di un debito. In questo caso si perde ogni possibilità di impugnare l’ingiunzione. Verrebbe anche meno la facoltà di chiedere una rateizzazione e si dovrebbe provvedere immediatamente a versare quanto richiesto. Insomma, la corretta notifica di una cartella consente al debitore di tutelarsi e di far valere i diritti stabiliti dalla legge. Chi venisse a conoscenza di una notifica di cui non ha ricordi, potrà chiedere all’Agenzia delle Entrate Riscossione la relativa ricevuta. Nel caso in cui non si riconoscesse la firma, potrebbero aprirsi alcuni spiragli per contestare l’intera procedura. Insomma, in questo modo è possibile annullare gli effetti di una cartella esattoriale.

Una procedura non facile

In linea generale, la giurisprudenza attribuisce al portalettere lo status di pubblico ufficiale. Di conseguenza, la relazione di avvenuta notifica redatta dal postino è un documento di fede privilegiata. L’articolo 2700 del codice civile conferisce infatti agli atti redatti da pubblici ufficiali piena validità fino a querela di falso. In altre parole, se il postino indicasse nella relata di notifica di aver consegnato la cartella questo avrebbe pieno valore. Almeno fino ad una querela di falso ai sensi dell’articolo 476 del codice penale. Chi contesta la consegna di una notifica non può quindi appellarsi ad una firma illeggibile. Il portalettere può infatti consegnare un documento ad un familiare convivente, al portinaio o addirittura ad un vicino di casa. A complicare le cose, le attuali norme di contenimento del rischio pandemico, non prevedono più l’obbligo di firma. Il postino, una volta accertata la presenza del destinatario, può infatti lasciare raccomandate o atti nella buca delle lettere.

In questo modo è possibile annullare gli effetti di una cartella esattoriale

La Corte di Cassazione, con la sentenza 19680/2020, ha confermato l’impianto normativo esistente in materia di fede privilegiata per i pubblici ufficiali. I giudici hanno quindi ribadito la necessita di presentare una querela di falso per bloccare gli effetti di una notifica. Detta querela non sarà riferita alla firma sulla ricevuta, visto che potrebbe anche non esserci ma alla relata di notifica. Il querelante dovrà quindi contestare la dichiarazione di avvenuta consegna redatta del portalettere. In questo modo è possibile annullare gli effetti di una cartella esattoriale ma solo dopo una sentenza favorevole da parte del tribunale. La strada per contestare la notifica di un atto giudiziario è quindi particolarmente complessa e non esente da rischi. Il querelato, infatti, se ritenuto innocente, potrebbe chiedere i danni ed avviare una nuova azione legale. Per un debitore è molto più semplice contestare una cartella nel merito, abbiamo trattato questo tema in un recente approfondimento.

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