In questa città si spendono solo 588,72 euro per pane o carne e frutta o caffè più TARI e dentista

Una recente indagine della Coldiretti ha evidenziato come pere, pesce e pasta abbiano il triste record dei rincari. Ancora, un paio di giorni fa è stata pubblicata l’indagine Codacons sul costo della vita tra 17 città d’Italia, da Nord a Sud. Uno spaccato sui prezzi di alcuni dei principali beni e servizi acquistati dagli italiani.

In questa città si spendono solo 588,72 euro per pane o carne e frutta o caffè più TARI e dentista

In pratica si considerano i prezzi medi di due famiglie di acquisti: beni alimentari da un lato e beni e servizi dall’altro.

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Tra i beni alimentari vengono osservati i prezzi di pane fresco, carne (bovina e suina e petto di pollo), alici, salmone e cozze. Poi abbiamo limoni, mele e banane e diversi ortaggi (pomodori, patate, melanzane, peperoni, carote, lattuga, zucchine).

Nella categoria dei beni e servizi troviamo la tariffa dei rifiuti, il costo del dentista (otturazione) o del ginecologo (visita privata), il biglietto del bus. Poi il costo dell’equilibratura gomme auto, il prezzo del cappuccino e del caffè al bar e del panino al bar. Infine troviamo la tariffa media del taglio capelli uomo e donna e quella relativa a lavatura e stiratura gonna e abito uomo.

5 città  tra le più costose

Vediamo alcune delle città che si piazzano tra le più care d’Italia. Troviamo Torino (778,05 euro), Bologna (789,42 euro), Napoli (816,75 euro), Cagliari (800,50 euro) e Milano (835,65 euro).

Com’era prevedibile, nel capoluogo lombardo il costo della vita è al di sopra della media nazionale. Quest’ultima è pari a 737,89 euro, ossia 87,19 euro di spesa media alimentare e 650,70 euro per beni e servizi.

La spesa alimentare a Milano (99,24 euro) costa in media quasi il 47% in più rispetto a Napoli (67,58 euro). All’ombra della Madonnina, per esempio, servono 13,35 euro per il petto di pollo o 21,06 euro per il salmone mentre a Napoli bastano, rispettivamente, 6,79 e 14,87 euro.

La situazione non cambia se si analizzano beni e servizi. Nel capoluogo meneghino una visita ginecologica privata costa 155,87 euro, contro gli 80,24 euro a Napoli. Altre vistose differenze si notano sul taglio capelli donna (23 euro contro 11,80), il panino al bar (4,47 euro contro 2,75) e l’equilibratura gomme (74,66 euro contro 36,65).

L’unico rapporto invertito riguarda la tariffa rifiuti: 507,96 euro a Napoli contro i 310,55 euro di Milano. Meglio fa Trento, dove questa tariffa si ferma a 205,07 euro.

Le 5 città più economiche

Tra le città più economiche troviamo Perugia (718,75 euro), Firenze (669,23 euro), Palermo (639,28 euro), Catanzaro (609,32 euro) e Pescara (588,72 euro). In sostanza in Abruzzo in questa città si spendono solo 588,72 euro per pane o carne e frutta o caffè più TARI e dentista.

In particolare, tra queste 5 città le spese alimentari risultano più economiche a Catanzaro (74,71 euro) e più costose a Firenze (89,95 euro). Ad ogni modo abbiamo visto quali sono le 3 regole d’oro per fare la spesa al supermercato a pochi euro.

Sul fronte beni e servizi, infine, è Pescara la città più conveniente: solo 506,75 euro contro i 631,95 euro di Perugia.

Alcune curiosità

Vediamo come si sono collocate le restanti 10 città considerate dall’indagine. Abbiamo Bologna (789,42 euro), Torino (778,05 euro), Aosta (775,35 euro) Roma (784,49 euro), Venezia (774,49 euro). Poi  Bari (724,18 euro), Genova (793,47 euro), Catanzaro (726,68 euro) e Trento (719,86 euro).

In chiusura accenniamo a  qualche altra curiosità. Per una donna, il taglio capelli più economico è a Napoli (11,80 euro) e quello più costoso a Bari (26,48 euro). Per il servizio lavaggio e stiratura gonna i record spettano a Trieste 7,49 (euro) e Napoli (2,96 euro). Invece per un’otturazione a Palermo si spendono 66,06 euro contro i 174,26 di Aosta.

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