In quali casi possiamo richiedere un acconto sulla pensione

La redazione di ProiezionidiBorsa ha recentemente approfondito le modalità di calcolo della futura pensione per chi attualmente lavora. Sappiamo che, con il metodo contributivo, l’importo dell’assegno previdenziale sarà ben inferiore alle retribuzioni. Per questo motivo, un numero sempre maggiore di lavoratori decide di sottoscrivere un fondo pensione integrativo. Questi piani di accumulo consentono di garantirsi un futuro secondo reddito da affiancare alla rendita INPS. Le pensioni integrative permettono di ottenere un immediato vantaggio fiscale e incrementano nel tempo il capitale grazie ad investimenti mirati. I capitali inseriti nei fondi pensionistici sono però vincolati alle norme previdenziali. Non è quindi possibile prelevare questi soldi se non al momento del pensionamento. Oggi vogliamo capire se i sottoscrittori di un fondo previdenziale hanno la possibilità di attingere ai loro accantonamenti in caso di necessità. Vediamo quindi in quali casi possiamo richiedere un acconto sulla pensione.

Un capitale vincolato ma con delle eccezioni

Generalmente i fondi pensione sono rigidamente vincolati all’età pensionabile. La norma infatti preserva gli accantonamenti per integrare le future pensioni ed offre benefici fiscali proprio in quest’ottica. Analogamente al TFR lasciato in azienda, ci sono delle eccezioni. Per capire in quali casi possiamo richiedere un acconto sulla pensione, dobbiamo comprendere che le eccezioni dipendono da casi di stretta necessità. Per i primi 8 anni dalla sottoscrizione, non sarà possibile richiedere alcuna anticipazione. Successivamente potremo richiedere fino al 70% del capitale per spese sanitarie eccezionali o per l’acquisto di una prima casa. La percentuale di capitale anticipabile sale al 75% in casi di sopravvenuta necessità di ristrutturare l’abitazione. Queste casistiche valgono per il sottoscrittore, il coniuge ed i figli. Possiamo richiedere un importo non superiore al 30% del nostro fondo senza specificarne le motivazioni. Abbiamo visto in quali casi possiamo richiedere un acconto sulla pensione, ma quante tasse dovremo pagare?

In quali casi possiamo richiedere un acconto sulla pensione

Le anticipazioni richieste scontano una tassazione sui guadagni che varierà in funzione della motivazione e dell’anzianità contributiva raggiunta. La ritenuta fiscale sarà del 15% se la motivazione è legata a motivi di salute. L’aliquota scenderà dello 0,3% per ogni anno di contribuzione successivo all’ottavo, fino ad arrivare alla soglia minima del 9%. Se chiederemo un’anticipazione sulla pensione per acquisto o ristrutturazione prima casa dovremo pagare un’importa fissa del 23%. Dal punto di vista fiscale, è importante capire in quali casi possiamo richiedere un acconto sulla pensione e poi effettuare un nuovo versamento. La normativa consente ed incentiva il reintegro degli anticipi richiesti. Se dopo aver ottenuto un anticipo avremo la disponibilità per ripristinare il nostro fondo potremo farlo con un ulteriore vantaggio fiscale. I versamenti successivi infatti, saranno deducibili ai fini IRPEF anche se superano la soglia annua di 5.164,57.

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