In quali casi i contributi figurativi fanno aumentare gli assegni delle pensioni INPS?

Sicuramente è opportuno sapere in quali casi i contributi figurativi fanno aumentare gli assegni delle pensioni INPS. Quando nella propria storia assicurativa rientrano anche contributi figurativi sorgono dubbi e perplessità relativi al futuro pensionistico. Molti lavoratori si chiedono se la contribuzione figurativa sia utile ai fini della pensione, altri temono che possa ridurre l’importo del rateo. A tal proposito rimandiamo i nostri Lettori all’articolo “I contributi figurativi della Legge 104 riducono l’importo della pensione?”. Non vi è dubbio che convenga sapere con anticipo se e in quale misura la contribuzione figurativa possa incidere negativamente sulla pensione.

Non sempre infatti i contributi figurativi possono rivelarsi utili sia alla determinazione dell’importo spettante che al diritto alla pensione. Occorre pertanto valutare con attenzione in quali casi i contributi figurativi fanno aumentare gli assegni delle pensioni INPS. Bisogna inoltre operare una distinzione fra la contribuzione che l’Ente previdenziale accredita in modo automatico da quella che invece richiede il lavoratore. Inoltre la copertura figurativa vale tanto per i periodi in cui il contribuente svolge attività lavorativa che per periodi non del tutto assicurati.

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In quali casi i contributi figurativi fanno aumentare gli assegni delle pensioni INPS?

Alcuni contributivi figurativi servono unicamente per maturare il diritto al trattamento previdenziale. Altri, al contrario, sono utili ad aumentare l’importo dell’assegno pensionistico che si percepirà. Ad esempio i periodi in cui si svolgono lavori socialmente utili valgono ai fini del diritto alla pensione ma non incrementano l’ammontare degli assegni.

Per il calcolo della contribuzione figurativa bisogna consultare le disposizioni legislative del Decreto n. 155/1981. In esse si legge che le prestazioni di invalidità valide per lavoratori autonomi e dipendenti conferiscono solo diritto al trattamento previdenziale. Invece confluiscono nella determinazione della misura pensionistica i periodi di malattia o infortuni, i riposi per allattamento, le aspettative per cariche pubbliche. Come anche il congedo parentale, quello straordinario per assistenza a disabili, i permessi lavorativi della Legge 104, NASPI, DS, isopensione, cassa integrazione e contratti di solidarietà.

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