In pochi conoscono questa tecnica utilissima per migliorare qualità e quantità dei frutti

In vista dell’imminente periodo della raccolta è bene affrontare il discorso del diradamento. Sebbene gli addetti ai lavori siano al corrente dell’importanza di questa operazione, in pochi conoscono questa tecnica utilissima per migliorare qualità e quantità dei frutti.

Questa procedura agronomica consiste nell’eliminazione di tutti i frutti, qualitativamente al di sotto delle esigenze a livello merceologico. Un tipico esempio di diradamento si ha nelle coltivazioni frutticole di pesche, mele e kiwi. Insieme alla potatura, il diradamento consente di correggere eventuali errori compiuti in precedenza.

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Diradamento: scopriamo insieme di cosa si tratta

Questa operazione, da qualcuno, non viene vista di buon occhio. I frutti scartati, per motivi di qualità, potrebbero essere comunque fonte di reddito. Maggiore è il numero di frutti scartati, minore è il guadagno. La logica dell’imprenditore agricolo potrebbe risultare a tratti banali, ma si sa che la pragmaticità è una dote che accomuna ogni agricoltore.

Questa tecnica risulta essere molto utile per allontanare del tutto la possibilità di avere, da parte del cliente finale, eventuali resi o contestazioni. La procedura di diradamento anticipa la fioritura di circa 50 giorni. Il processo di eliminazione dei frutti superflui, tiene conto molto del calibro del prodotto.

Un frutto di dimensioni medio-grandi è sinonimo di una qualità superiore. È pressoché irrilevante essere in possesso di una quantità considerevole di frutti dal ridotto calibro. La rimozione di frutti di piccole dimensioni e scarso valore, in termini di mercato, consente anche di apportare una significativa miglioria alle piante. L’eccesso di frutti di piccole dimensioni indica, quasi sempre, uno squilibrio della pianta. Questo fenomeno accade poiché la quantità di linfa, il nutrimento di ogni vegetale, non è sufficiente per “alimentare” in maniera opportuna tutti i frutti. Il diradamento si rivela fondamentale per stabilizzare la vitalità della pianta e donarle maggiore longevità.

Nonostante il suo assiduo utilizzo ancora in pochi conoscono questa tecnica utilissima, per migliorare qualità e quantità dei frutti. Sarà compito nostro fare si che questa procedura venga maggiormente conosciuta, al lavoro!

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