In molti lo scacciano perché sembra un serpente ma questo animale non è velenoso ed è utilissimo per orto e giardino

Diciamoci la verità: appena vediamo in giro un animale che non conosciamo o ci spaventa lo scacciamo senza pensarci due volte. Soprattutto se ha un aspetto poco gradevole e viscido. Questo ci succede automaticamente, sia in casa che in giardino o nell’orto.

A volte facciamo bene, come nel caso di bruchi e limacce, che danneggiano le colture. A volte, invece, l’apparenza inganna. Infatti, vi è una creatura che forse ancora pochi conoscono e per questo è poco gradita, ma che si rivela preziosa per le nostre piantine.

In molti lo scacciano perché sembra un serpente ma questo animale non è velenoso ed è utilissimo per orto e giardino.

Il piccolo rettile che salva le nostre colture

L’animale al quale ci riferiamo è l’orbettino italiano (Anguis veronensis). Per chi non ne avesse mai sentito parlare, è un piccolo rettile lungo tra 30 e 50 centimetri. È di colore marrone, rossastro o tendente al grigio, con la pelle lucida e squamosa. Lo si vede in giro più spesso al calar del sole o dopo la pioggia.

Il motivo per cui spesso questo animale è considerato una minaccia è che viene erroneamente scambiato per un serpente. Infatti, pur essendo una varietà di lucertola non ha zampe e si sposta strisciando. A differenza delle comuni vipere o bisce è però totalmente innocuo e non morde. Al contrario, svolge una funzione di pulizia nell’orto.

Perché non dobbiamo mandarlo via e come tutelarlo

In molti lo scacciano perché sembra un serpente ma questo animale non è velenoso ed è utilissimo per orto e giardino. Infatti, nella dieta dell’orbettino ci finiscono soprattutto molluschi come lumache e chiocciole. Le stesse alle quali piace divorare le foglioline delle nostre amate piante rovinandole.

Come ulteriore incentivo a proteggerlo e non fargli del male, si ricorda che l’orbettino è una specie tutelata dalla Convenzione di Berna. Ucciderlo è perciò un reato.

Per salvaguardarlo cerchiamo di utilizzare prodotti più naturali possibili per le colture. Evitiamo assolutamente quelli chimici, dannosi sia per lui che per le piante.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»)

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