In cosa consiste la comunione dei beni tra coniugi

Come funziona quando marito e moglie scelgono la comunione dei beni? Cosa cambia per ciascuno e quali beni rientrano a pieno titolo in tale formula? Quando ci si appresta a convolare a nozze, accade di frequente che ci si ritrovi a scegliere se adottare la comunione o la separazione dei beni. Nella presente guida analizzeremo gli aspetti principali di tale formula giuridica e cercheremo di capire in cosa consiste la comunione dei beni tra coniugi.

Cosa si intende per comunione legale dei beni

Quando si parla di comunione dei beni, si fa riferimento al regime patrimoniale che riguarda la famiglia in assenza di una differente convenzione. Questo tipo di regime stabilisce la divisione di ogni ricchezza che riguarda i coniugi gli effetti delle loro attività.

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A tal proposito, è utile porre una distinzione terminologica ponendo una differenza tra la comunione legale e quella ordinaria dei beni. La prima fa riferimento all’art. 177 del codice civile e seguenti. Essa descrive il regime patrimoniale che intercorre tra i coniugi. La comunione ordinaria invece, secondo l’art. 1110 del codice civile, regolamenta la contitolarità di un diritto su un determinato bene. Questo quindi non presuppone necessariamente un matrimonio, ma riguarda l’acquisto di un diritto. Il tipo di comunione sul quale vogliamo di seguito focalizzarci è quella legale. Vediamo dunque in cosa consiste la comunione dei beni tra coniugi e quali beni vi rientrano.

Come funziona la comunione dei beni in caso di matrimonio

La comunione dei beni tende ad instaurare legalmente un regime di tipo patrimoniale tra i coniugi. In assenza di una diversa scelta da parte della coppia, al momento del matrimonio si instaura automaticamente il regime di comunione legale dei beni. In forza di tale regime, i beni che si acquistano successivamente al matrimonio, risultano appartenenti ad entrambi. Ciò vale anche se l’acquisto lo effettua un solo coniuge.

Fanno eccezione alcune situazioni di beni che è possibile escludere dalla comunione come si può leggere qui. In cosa consiste la comunione dei beni tra coniugi dunque? Generalmente, i beni che rientrano nella comunione sono divisibili in tre grandi categorie: i beni che rientrano nella comunione immediata; la comunione de residuo ed i beni personali che non rientrano nella comunione. I primi, ossia i beni in comunione immediata, interessano gli acquisti che si effettuano durante il matrimonio come: casa, terreno, automobile, televisore o altro. La comunione de residuo descrive invece quei beni che rientrano nella comunione solo nel caso di scioglimento della stessa. Immaginiamo il caso di uno dei coniugi che percepisca una quota mensile di affitto per un appartamento.

Nel caso in cui si decidesse di sciogliere la comunione, tale quota di locazione andrebbe ugualmente ripartita tra i due coniugi. Nella terza categoria, invece, rientrano tutti quei beni personali la cui titolarità resta esclusivo appannaggio del singolo. Immaginiamo ad esempio tutti quei beni che si acquistano per scopo strettamente personale o quelli che appartengono al soggetto prima del matrimonio. Oppure, quei beni che si acquistano per effetto di una donazione o un testamento di un familiare. Come abbiamo detto, dal giorno delle nozze il regime di comunione legale dei beni scatta automaticamente.

Come formalizzare le proprie intenzioni

Le coppie che intendessero procedere in altra maniera, dovranno formalizzare le proprie intenzioni. Nel caso di optasse per la separazione, dunque, si potrà procedere ad effettuare la dichiarazione nei seguenti modi: tramite atto di convenzione stipulato in presenza di notaio prima del matrimonio; oppure al momento della celebrazione delle nozze con esplicita dichiarazione al celebrante; in ultima analisi, si potrebbe procedere anche successivamente al matrimonio attraverso una convezione in presenza di notaio con nota a margine dell’atto di matrimonio. Ecco gli aspetti principali che spiegano in cosa consiste la comunione dei beni tra coniugi.

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