In Cina l’inflazione comincia a fare paura?

In Cina inflazione sui prezzi alla produzione è ormai sopra il 10% e comincia a far paura agli analisti.

Rispetto al dato europeo del 3,4%, in Cina per quanto riguarda i prezzi alla produzione, si parla di un 10,7%.

Se in Europa l’inflazione è ancora a livello strisciante, in Cina e arrivata ai livelli di soglia che non si vedeva da decenni.

L’inflazione sui prezzi al consumo, invece, è ancora molto bassa nel Paese del dragone e l’aumento è arrivato dal costo improvviso del carbone e delle altre materie prime.

Ricordiamo che la Cina è il più grosso consumatore di carbone e conseguentemente è uno dei Paesi che inquina di più.

In Cina l’inflazione comincia a fare paura?

Recentemente il regime di Pechino aveva cercato di portare avanti una trasformazione ecologica dell’economia nazionale, ma per adesso il progetto si è incagliato per l’elevato costo del progetto.

Il carbone inquina molto ma costa poco ed è questo che conta per l’economia cinese.

Un’inflazione a questo livello nel Paese del dragone non si vedeva da ventisei anni ed è un dato da non sottovalutare.

In Cina inflazione oltre il 10%, per i prezzi alla produzione.

Nonostante questi dati, il governatore della Banca Centrale Yi Gang ha affermato che l’inflazione cinese è “moderata”

Anche negli Stati Uniti d’America l’inflazione dei prezzi alla produzione è salita oltre il 5%, eppure quest’aumento è visto ancora come una pressione su prezzi di natura transitoria, dovuta agli effetti della pandemia.

L’inflazione calerà durante l’anno 2022, questo, dicono gli esperti e per adesso è solo un fenomeno transitorio.

Con l’aumento dei costi delle varie materie prime era normale che il Paese a più alta produzione manifatturiera avesse una forte impennata nei prezzi.

Come sempre quando si parla d’inflazione, è doveroso dire chi pagherà questi costi.

Se i produttori cinesi riusciranno a scaricare sui prezzi il nuovo margine d’inflazione, questo porterà in tutti i Paesi utilizzatori di questi beni un aumento della loro inflazione interna  causata delle importazioni di beni cinesi.

Quindi, con molta probabilità, l’inflazione mondiale tenderà ad aumentare nel futuro.

Inflazione mondiale in aumento?

Il governatore della Banca centrale Yi Gang ha affermato che la politica monetaria sarà appropriata alle esigenze del mercato e si darà sempre priorità alla crescita.

Prendiamo atto delle dichiarazioni del presidente Yi Gang. Ma la Borsa cinese che era stata la prima a recuperare i livelli pre-crisi già alla fine dell’anno 2020, nell’anno in corso ha preso un andamento anche troppo laterale.

Ricordiamo che l’indice della Borsa di Shanghai (Shangai Composite o SSEC) in questo periodo quota a 3.568,00 circa. A fine novembre 2020 era oltre quota 3.600,00. Una decrescita di circa il 10%, può essere anche positiva per un mercato che ha corso troppo.

Ma non è questo il caso Cina e l’inflazione comincia a fare paura.

Questa diminuzione dell’indice SSEC va letta anche in un altro modo. L’economia cinese sta tirando il fiato e nonostante i grossi interventi statali stanno emergendo le varie contraddizioni di questo mercato. Certamente un’economia di  mercato ma guidato da un regime non democratico, in cui molte manovre sono sotterranee.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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