In caso di condono fiscale, che fine fanno i contributi INPS?

I contributi previdenziali vengono calcolati in percentuale, in base al reddito imponibile. A tal uopo, si prende in considerazione il reddito dichiarato dal contribuente. Senonchè, quando il Fisco accerta la sussistenza di un maggior reddito, viene ricalcolato anche l’ammontare dei contributi previdenziali da versare. Quindi, è possibile ricevere un avviso di accertamento dall’Agenzia delle Entrate, in cui vengono rideterminate le somme da versare a titolo contributivo. Tuttavia, si ci chiede cosa accade, se il contribuente aderisce a rottamazioni, condoni e paci fiscali?

Si tratta di interventi molto ricorrenti negli ultimi tempi, anche in ragione dell’impossibilità degli italiani ad attendere ai debiti a causa del Covid. Quindi, è utile sapere che fine fanno o contributi INPS, in caso di condono fiscale. Per fornire una risposta in merito, occorre capire se la riduzione dell’importo dovuto al Fisco implica anche una diminuzione dei relativi contributi previdenziali oppure no. Il problema reale è che, sul punto, la legge non è chiara.

Cosa succede in caso di condono fiscale?

Per rispondere alla domanda che ci siamo posti, ossia: “ in caso di condono fiscale, che fine fanno i contributi INPS?”, vediamo cosa dice la Cassazione. Certamente, la riduzione delle somme da versare derivante dall’adesione alla pace fiscale, reca con sé un vantaggio anche sul piano tributario. In più si ci avvale dell’ulteriore garanzia di ottenere l’estinzione di tutte le procedure esecutive instaurate dal Fisco.

Ma vediamo cosa ha stabilito la Suprema Corte al riguardo. Quest’ultima, con ordinanza n. 950/2021, del 21 gennaio, ha sostenuto che il pagamento ridotto, determinato dall’accesso al condono fiscale, ha effetto solo ai fini fiscali. Non ha effetto, invece, sulla pretesa contributiva dell’Inps, che pertanto mantiene il diritto a riscuotere l’intero credito.

Quest’ultimo, verrà calcolato in base al reddito che era stato accertato nell’atto impositivo. In definitiva, secondo la Cassazione, l’importo fiscale abbattuto e valevole ai fini della sanatoria, non rileva ai fini del debito contributivo. Lo stesso, infatti, continua ad essere quello basato sull’avviso di accertamento iniziale e non viene ridimensionato dall’avvenuta definizione agevolata.

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