In arrivo importanti cambiamenti per queste due banche

Domani si concluderà la battaglia che potrà cambiare il volto del sistema bancario italiano, soprattutto nel Nord Italia. Infatti domani è l’ultimo giorno per aderire all’Operazione di Pubblico Acquisto e Scambio (OPAS), lanciata da Banca Intesa su UBI Banca. Poiché in base all’esito dell’operazione sono in arrivo importanti cambiamenti per queste due banche, analizziamo cosa può accadere ai due istituti bancari.

I possibili scenari dopo l’OPAS

Domani, a seconda dell’esito della OPAS, possono cambiare molte cose per gli azionisti, i correntisti e perfino i dipendenti di UBI Banca. Ma anche per i correntisti di Intesa. Partiamo dall’obiettivo di Intesa Sanpaolo, da raggiugere con l’OPAS. Il target ambito dall’amministratore delegato Messina è quello di riuscire a raggiungere il 66,7% delle azioni di UBI. Questo permetterebbe ad Intesa di avere una maggioranza qualificata e quindi di fondere UBI Banca in Intesa Sanpaolo in tempi ragionevolmente brevi.

Obiettivo che sarebbe possibile anche raggiungendo la maggioranza relativa delle azioni, ovvero oltre il 50%, ma meno del 66,7%. Ma in questo caso, la strada per raggiungere la fusione con UBI sarebbe più accidentata. In caso di una conquista di un numero di azioni inferiore al 50%, l’OPAS fallirebbe.

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Secondo i dati di sabato 25 luglio, le azioni consegnate sarebbero il 32% del totale, quindi lontano dalla soglia del 50%. Ma secondo Intesa Sanpaolo, sono alte le possibilità di superare il 70%.

In arrivo importanti cambiamenti per queste due banche

Che cosa accadrebbe in caso di successo dell’OPAS? Che Intesa Sanpaolo procederebbe alla fusione con UBI Banca. Questo comporterebbe la cessione di circa 500 sportelli di UBI Banca a Banca Bper (ci sarebbe già un accordo con la banca emiliana). Questo significa che i correntisti di 500 filiali di UBI si ritroverebbero a diventare correntisti di Bper. Mentre i restanti correntisti di UBI, si troverebbero a diventare clienti del gruppo Intesa Sanpaolo.

Ma, attenzione. Se Intesa entro sei mesi dalla fusione non riuscisse a vendere i 500 sportelli di UBI, dovrebbe cedere 500 sue filiali bancarie. Questo significherebbe che i clienti di 500 sportelli di Intesa si vedrebbero spostare il conto su un’altra banca.

I riflessi sul titolo UBI

Se l’OPAS ha successo, cosa accade a chi non ha aderito all’offerta e non ha consegnato i titoli UBI (MIL-UBI)? Semplicemente che si vedrebbe consegnare azioni di Intesa ma a condizioni certamente peggiori rispetto a quelle attuali. Ricordiamo che l’attuale concambio è di 10 titoli di UBI in cambio di 17 titoli di Intesa. E un premio in denaro di 5,7 euro (leggi qui i dettagli dell’offerta).

In Borsa oggi il titolo UBI perde pesantemente. I prezzi hanno quasi chiuso il gap che si è aperto lunedì mattina sulla notizia del rilancio di Intesa. Il vuoto lasciato aperto dai prezzi sarà colmato al raggiungimento di 3,31 euro. Poi si vedrà se l’azione avrà la forza di rimbalzare. Tutto dipende dall’esito dell’OPAS e da come i mercati interpreteranno risultato.

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