In arrivo 5 miliardi di euro per le pensioni tra aumenti e uscita anticipata dal mondo del lavoro 

La data del 1° gennaio 2022 si avvicina sempre più e all’orizzonte si delineano almeno due problemi da risolvere. Da un lato i lavoratori vogliono sapere se ci sarà un’alternativa al dopo Quota 100. Il prossimo 31 dicembre, infatti, diremo addio alla possibilità di abbandonare il lavoro con 62 anni di età e 38 di contributi. Al riguardo si è proposto anche Quota 97, secondo i requisiti e i criteri che abbiamo già visto.

Dall’altro c’è il costo della vita che avanza a passi veloci e gli attuali vitalizi vanno adeguati al costo della vita. In questo caso si parla tecnicamente di “perequazione”delle pensioni.

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Le attuali misure allo studio nella Legge di Bilancio prendono in considerazione entrambi gli aspetti. In totale, dovrebbero esserci in arrivo 5 miliardi di euro per le pensioni tra aumenti e uscita anticipata dal mondo del lavoro.

L’aumento delle pensioni legato al carovita

Circa 22,83 milioni di italiani riceveranno un “aumento” dei vitalizi in virtù dell’aumento del costo della vita. Quindi non si tratta di un aumento vero e proprio, nel senso pieno del termine, ma di una rivalutazione legata ai prezzi che salgono.

La rivalutazione della pensione varierà a seconda della fascia d’importo. In particolare, abbiamo già visto come dovrebbe funzionare l’aumento delle pensioni nel 2022. Ad esempio, secondo alcune fonti, l’aumento dovrebbe essere sui 25 euro lordi al mese per chi oggi incassa sui 1.500 euro di pensione.

In definitiva, tutto dipenderà da quale metodo di perequazione vorrà adottare il Governo. Se, come sembra, si ritornerà al metodo a scaglioni, il recupero dell’inflazione dovrebbe essere pari al 100% per i vitalizi fino a 2.000 euro (lordi) al mese. Superata questa soglia, il recupero dell’inflazione non sarebbe più totale.

Nel complesso si tratta di un metodo vantaggioso per i pensionati e che dovrebbe costare all’incirca 2,5 miliardi di euro.

Il futuro pensionistico dopo la fine di Quota 100

Il secondo fronte di interventi riguarda l’uscita anticipata dal mondo del lavoro. Legislatore e parti sociali stanno cercando di ampliare le fasce di lavoratori che potrebbero accedere all’APE (Anticipo Pensionistico) sociale.

La Commissione sui lavori gravosi ha avanzato alcune proposte. La prima sarebbe quella di prorogare la misura fino al 2026. Ricordiamo che APE sociale è una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 e la cui scadenza è stata prorogata al prossimo 31 dicembre. Poi è stato proposto un ampliamento della platea dei lavori gravosi e infine la riduzione dei contributi degli edili da 36 a 30 anni.

Se il legislatore accogliesse queste modifiche, la spesa pubblica aumenterebbe poco oltre 1 miliardo di euro in 3 anni. Infine, non è affatto da escludere che il legislatore vada oltre questo perimetro per ricomprendere altre proposte.

In arrivo 5 miliardi di euro per le pensioni tra aumenti e uscita anticipata dal mondo del lavoro

Dunque, il percorso sembra in buona parte segnato. Nella prossima Legge di Bilancio dovrebbero essere stanziati circa 5 miliardi di euro per il mondo pensioni, quelle già erogate e quelle da erogare.

Il 1° gennaio si avvicina, i tempi iniziano a stringere e il Parlamento quanto prima dovrà dare risposte sul tema. Seguiremo da vicino i lavori parlamentari e informeremo degli sviluppi i nostri Lettori.

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