In alternativa alla mimosa, potremmo regalare o acquistare anche questi fiori altrettanto colorati, profumati e carichi di significato 

È senza dubbio risaputo il valore assegnato alla data dell’8 marzo, giorno in cui si celebra la Festa della Donna.

Per associazione di idee, la prima cosa che viene in mente pensando a questa giornata, sono sicuramente i mazzetti di mimosa che riceviamo o regaliamo.

Tra l’altro, anche la cucina si popola di riferimenti a questo fiore così simbolico e vivace, spaziando tra primi, secondi e dolci.

In questo caso, sono naturalmente ingredienti come le uova o il pan di spagna sbriciolati a riprodurre l’effetto del fiore in questione.

Detto ciò, se è pur vero che le tradizioni andrebbero rispettate, nulla vieta di essere originali e andare un po’ controcorrente, pur rimanendo galanti.

In effetti, in alternativa alla mimosa, potremmo regalare o acquistare anche questi fiori variopinti e profumatissimi, che nascondono messaggi di stima e affetto.

Ad esempio, è innegabile la bellezza di un bel mazzo di tulipani freschi: una gioia per gli occhi, oltre che alleati di design per illuminare stanze o salotti.

La gamma di sfumature proposta dai tulipani è notoriamente variegata ed è impossibile sceglierne una per decretarla migliore delle altre.

Volendo, però, in qualche modo rimanere attinenti alla mimosa, potremmo scegliere quelli gialli, che starebbero a indicare un amore solare e spensierato.

Sarebbe un pensiero altrettanto grazioso anche puntare sul mughetto, le cui campanelle delicate e dall’aroma inconfondibile vengono considerate sinonimo di felicità e fortuna.

In alternativa alla mimosa, potremmo regalare o acquistare anche questi fiori altrettanto colorati, profumati e carichi di significato

Elegantissimi e romantici anche i non ti scordar di mè, i cui fiorellini celesti a grappolo donano un colpo d’occhio notevole in giardino come nel vaso da salotto.

In ogni caso, tutte le varie opzioni che abbiamo menzionato, inclusa anche la tradizionale mimosa, soffrono purtroppo di precarietà.

Sappiamo bene che il mazzo di fiori freschi, nonostante il cambio d’acqua e le attenzioni, andrà inevitabilmente appassendo in pochi giorni.

Certo, possiamo sempre riutilizzare i fiori secchi come profumatori naturali e creare originali pot-pourri e composizioni, ma è comunque un peccato.

Ecco perché un’idea originale potrebbe essere quella di andare in profumeria e scegliere una fragranza che ricordi le note dolci e intense del fiore.

C’è da dire che le principali Maisons hanno giocato molto sul tema, impreziosendo la base di mimosa a proprio piacimento e dunque favorendo ampia scelta.

Ad esempio, Prada la rende briosa puntando sulla nota agrumata del mandarino, mentre Guerlain preferisce addolcirla ulteriormente con l’aroma di rosa.

C’è anche chi l’ha accostata a frutti di bosco come ribes o lampone e chi, come Gucci, l’ha resa accattivante con muschio e pepe.

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