Il toto nomi del dopo Mancini, l’Italia affonda «nel deserto del Qatar» e torna a casa sconfitta

La stampa estera titola in copertina «l’Italia persa nel deserto» in riferimento alla Nazione che ospiterà i prossimi Mondiali. Per la seconda volta consecutiva gli azzurri non ci saranno. Una delle squadre più temute al Mondo, ha dato forfait. E in un momento come questo, pieno di incertezze e timori, lo Stivale intero aveva bisogno di entusiasmarsi intorno al tricolore. Ma anche di scendere in campo, lottare, perdere e rialzarsi per inseguire la vittoria.

Roberto Mancini

Ci eravamo riusciti negli europei lo scorso anno in Inghilterra portando in alto il nome del mister Roberto Mancini. Che oggi è alla porta. Un po’ ci si è messo da solo con un mea culpa, un po’ per i dubbi dei vertici. «Una delusione troppo grande per parlare di futuro» ha ammesso lo stesso Mancini con lo sguardo provato dall’aspra sconfitta. In verità il presidente federale, Gabriele Gravina, sembrerebbe intenzionato a proseguire senza cambi sostanziali. Nell’aria però ci sarebbe la possibilità che sia lo stesso Mancini a rassegnare le dimissioni per la mancata qualificazione dopo la vittoria europea a Wembley. Se tale indiscrezione venisse avvalorata dai fatti la FIGC sarà costretta a mettersi a caccia di un nuovo Ct.

Il toto nomi del dopo Mancini, l’Italia affonda «nel deserto del Qatar» e torna a casa sconfitta

Secondo le più autorevoli testate sportive, tra i papabili ci sarebbe il binomio Fabio Cannavaro, in qualità di allenatore, con Claudio Lippi direttore tecnico. Nella lista dei nomi possibili ci sarebbe anche quello di Claudio Ranieri. L’allenatore ha seguito in Italia diverse squadre (in ultimo la Sampdoria) per poi migrare nella società inglese del Watford. Spunta anche il nome di Maurizio Sarri, allenatore della Lazio.

Ci sarebbe poi la possibilità di vedere a capo della Nazionale Rino Gattuso o Carlo Ancelotti. Stili e approcci differenti per ricostruire la squadra dalle macerie. Perché è da qui che bisogna ripartire per inaugurare un nuovo ciclo. Anche se è davvero dura incassare la sconfitta e seguire i Mondiali senza il tricolore. Senza l’Inno di Mameli e quel fiato sospeso capace di unire il Paese e restituirci un filo d’orgoglio. Tuttavia, incombe il dovere del riscatto e della ripartenza, così spunta il toto nomi del dopo Mancini e l’Italia torna a casa sconfitta. E speriamo sia l’ultima volta.

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