Il settore turistico soffoca e le prospettive non sono delle migliori

L’Ufficio studi della CGIA è impietoso: il settore turistico soffoca e le prospettive non sono delle migliori. Purtroppo agenzie di viaggio e tour operator hanno registrato un calo di fatturato del 73,2%, le attività artistiche, palestre, piscine, sale giochi, cinema e teatri  del  70%. Per quanto riguarda gli alberghi e alloggi il 53%, i bar/ristoranti il 34,7% e il noleggio e leasing operativo il 30,3%.

Le difficoltà

Con un quadro del genere quasi 300 mila micro imprese sono in una situazione di seria difficoltà con conseguenze che si abbattono su 1,9 milioni di addetti. Ebbene, l’emergenza sanitaria ha colpito pesantemente queste attività che corrono seriamente il pericolo di abbassare definitivamente la saracinesca. Un’altra spada di Damocle è lo sblocco dei licenziamenti previsto entro la fine del prossimo mese di marzo. Conseguenza immediata: molti degli addetti di queste attività rischiano di trovarsi senza lavoro.

La crisi profonda

La crisi economica ha colpito tutti in modo indistinto anche se al Sud gli effetti negativi della pandemia si sentono di più. Un discorso a parte meritano le città d’arte ad alta vocazione turistica. Queste hanno subito un crollo verticale delle presenze straniere. Purtroppo le attività presenti in questi territori hanno l’acqua alla gola e probabilmente continueranno ad averla anche per i prossimi mesi.

Aumenterà il lavoro nero

Con un quadro così catastrofico è prevedibile un incremento del lavoro nero. Perciò in Italia la crisi potrebbe determinare un aumento dell’esercito degli abusivi e dei lavoratori non registrati. Infatti i licenziamenti porteranno inevitabilmente all’aumento della cosiddetta economia sommersa. Chi perde il posto, pur di poter sopravvivere, ricorrerà ad un’occupazione irregolare o si improvviserà abusivo.

In questo modo fiorirà un mercato del lavoro parallelo fatto di pagamenti di poche centinaia di euro alla settimana in nero. Per di più senza alcuna tutela. Inoltre non verranno versate imposte, contributi previdenziali e assicurativi.

Attualmente in Italia risultano oltre 3,3 milioni di occupati in nero e il 38% è presente al Sud. INPS, INAIL e Fisco non conoscono questo esercito di invisibili che ogni giorno porta avanti il proprio lavoro senza tutele. Purtroppo il futuro è sempre più nebuloso perché il settore turistico soffoca e le prospettive non sono delle migliori per gli addetti ai lavori.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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