Il rischio di insolvenza che corrono le PMI. Basta incertezze

La situazione che sta vivendo il nostro paese a causa del coronavirus e’ tra le piu’ grigie della storia. Nonostante si annuncino tante misure a sostegno delle diverse categorie sociali, c’è il rischio di insolvenza che corrono le PMI. Ormai non c’e’ piu’ tempo. Esse sono a rischio di fallimento in caso di protrarsi della carenza di liquidita’. Le misure governative vanno bene, almeno per il momento, ma se non si procedera’ con zero burocrazia, si rischia davvero il tracollo economico. Quindi, basta incertezze nell’erogazione dei fondi da parte delle banche! E’ evidente, infatti, che gli esoneri momentanei dovuti alla sospensione dei pagamenti di tasse, bollette e affitti non e’ sufficiente a lenire le perdite dovute. Non e’ neppure sufficiente la sospensione dell’iscrizione nella Centrale rischi per gli inadempienti.

La situazione e’ tale in quanto ai mancati incassi dovuti allo stop delle attivita’ si aggiungono le obbligazioni contrattuali non adempiute. Queste ultime, anche se sospese in virtu’ dell’emergenza sanitaria, valsa come fattore di forza maggiore, dovranno essere adempiute in seguito. Quindi, in assenza di liquidita’ si prevede che le PMI possano reggere al massimo fino a settembre. Infatti, se le aziende continueranno a non poter pagare una volta riaperte le attivita’, la carenza di liquida’ le condurra’ comunque al baratro. Secondo uno studio, Cerved rating, il rischio di fallimento per le imprese italiane e’ del 10,4%.

Infatti, le moratorie concesse dal Governo sui pagamenti serviranno soltanto a differire, non a risolvere, il problema delle insolvenze. Quindi, se mancheranno liquidita’ e ripresa, non c’e’ dubbio che numerosissime saranno le PMI che da settembre verranno a riempire la lista nera della Centrale Rischi. Lista nella quale, in tempi di crisi, e’ facile entrare ma dalla quale e’ assai difficile uscire.

Problemi di insolvenza

A fronte dell’elevato rischio di insolvenza che corrono le PMI, le incertezze politiche sugli aiuti sono diventate ormai improcastinabili. Nonostante le previsioni sui finanziamenti alle imprese previste dal Decreto Cura Italia, l’inadeguatezza degli istituti bancari ad attuare le previsioni normative si e’ fatta subito sentire. A riguardo, per tentare di garantire l’allineamento delle banche rispetto alle indicazioni normative, e’ intervenuta la Banca di Italia e l’Associazione Bancaria Italiana. Nonostante cio’, proprio a causa della carenza di liquidita’, tanti negozi il 4 maggio non si sa se potranno riaprire. E’chiaro, quindi, che a fronte di una siffatta difficolta’ da parte delle imprese, il Governo dovra’ eliminare gli ostacoli che si frappongono all’accesso al credito. Dovra’, cioe’, fare in modo che i soldi arrivino subito, in quanto se si ci continua a perdere ancora nei meandri procedurali, neppure piu’ gli aiuti serviranno a salvare le imprese.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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