Il presidente della Repubblica e i suoi moniti

Il presidente della Repubblica ha ritenuto opportuno manifestare, nel messaggio in occasione della festa del primo maggio, un richiamo al senso di responsabilità.

Ma, mentre ha lodato quello della maggior parte dei cittadini italiani, altrettanto pare non aver fatto con l’esecutivo. Anzi, al riguardo ha espresso la necessità di poche e chiare norme e di sostegni adeguati dal punto di vista economico.

Critiche diplomatiche, ma altrettanto ferme e precise.

Quei moniti del presidente della repubblica. Come rispondere con provvedimenti concreti, perché non cadano nel vuoto le sue parole?

I moniti  possono trovare risposta in modi diversi, a fronte di una scelta tra opzioni differenziate.

L’esecutivo

Non entro nel merito dei provvedimenti limitativi delle libertà personali, sui quali già si è dibattuto molto dal punto di vista politico e costituzionale.

Ma dobbiamo considerare anche altri aspetti, che potevano, e possono essere diversamente disciplinati.

Pazienza e chiarezza

Giustamente, si osserva da più parti che soprattutto in fasi di paura e di incertezza, come l’attuale, sarebbe opportuna la massima chiarezza nelle comunicazioni che le istituzioni forniscono ai cittadini.

Il che, a mio modesto avviso, probabilmente non solo mio, va a braccetto con la pazienza. Quella che proprio le istituzioni, premier in testa, lo dico a chiare lettere, dovrebbero avere. Come ho già detto, capisco momenti di difficoltà, di tensione e di stanchezza, ma questo non autorizza un atteggiamento indisposto verso chi critica e chi desidera evidenziare limiti nell’azione di governo. Inutile rispondere ad una giornalista, affermando che se un giorno questa diverrà presidente del consiglio, deciderà lei.

Ovvio, caro presidente Conte, ben lo sappiamo.

Ma a tale riguardo dobbiamo dire che magari quella giornalista, se un domani fosse chiamata a rivestire la carica che lei sta ricoprendo attualmente, prof. Conte, magari declinerebbe l’incarico, magari per ritenere di non essere all’altezza.

Se uno è capo del governo, è lui che è chiamato ad adottare provvedimenti opportuni in relazione a determinate situazioni.

Quanto al fatto di non sapere suggerire o proporre di meglio, allora lo si dica chiaramente. Sono le istituzioni quelle chiamate a determinati atti, non i cittadini, ed il fatto che un cittadino non saprebbe cosa fare, non esonera dalle proprie responsabilità i politici.

In tal senso, leggo proprio come indirizzato ai politici il richiamo del presidente della Repubblica  Mattarella, con una netta distinzione tra comportamenti dei cittadini comuni e della dirigenza politica, che in qualche misura, a mio avviso ha voluto bacchettare.

Chiarezza anche nelle norme

Si tratta di uno specifico tema richiamato dal presidente della Repubblica con un appello a poche e chiare misure. Non pare certo ricondurre a tali principi, quella serie di enigmi, in primis giuridici, formulati dall’esecutivo, come la questione dei congiunti. A chi starà, ad esempio, decidere se una relazione sia stabile o instabile? Ci sono talmente tanti articoli (tra cui anche miei interventi), anche in forma di ironia, on line ed off line, che pare superfluo tornare sul tema.

Efficacia dei provvedimenti economici

Il presidente della Repubblica ha ritenuto doveroso un richiamo anche alla necessità di provvedimenti economici efficaci, equi e tempestivi.

Ovviamente, ognuno di noi, in base alle proprie vedute ed ai propri convincimenti, potrà ritenere che i provvedimenti assunti dall’esecutivo abbiano tali caratteristiche o no.

Io penso francamente di no, e probabilmente lo pensa anche il capo dello Stato.

Del resto, se tali provvedimenti sono così efficaci ed idonei ad affrontare i problemi economici, come mai tante categorie sono così insoddisfatte e stanno a criticare con sempre maggior forza?

In gran parte, la risposta è collegata al tipo di interventi previsti in molti casi.

Semplici garanzie per andare in banca ad affrontare le pratiche istruttorie di un finanziamento.

E’ del tutto evidente che un finanziamento significa prendere soldi che poi si devono restituire, ma anche affrontare burocrazia e percorsi contorti, che peraltro non offrono certezza del risultato.

Certo non come in Germania, dove in molti si sono trovati direttamente soldi sui conti.

Qualcuno, peraltro giustamente, potrebbe obiettare che non tutti i paesi hanno la stessa situazione economica.

Giustissimo, per carità, ma ripeto, è Conte che è chiamato a risolvere i problemi, non i semplici cittadini. O ne è capace, oppure……cosa ci sta a fare?

Provvedimenti che aggravano la situazione economica

Ma non solo la maggior parte dei provvedimenti economici non paiono adeguati alla situazione. Alcuni, anzi, la rendono più gravosa, in particolare quella congerie di specifiche tecniche, che gli imprenditori dovranno implementare.

Un esempio su tutti: nel settore dell’abbigliamento, pare che una delle misure dovrebbe essere la sanificazione degli abiti, per consentire prove ai clienti.

Peccato che dopo alcune volte, l’operazione li rovini.

Bisognerebbe quindi acquistare un particolare macchinario, per una sanificazione ad ozono, per evitare danni agli abiti. Costo oltre i 4000 euro.

Pertanto, oltre a mancati introiti, nonchè pratiche finanziarie che al più producono debiti, o solo perdite di tempo, nel caso il finanziamento non venga approvato, ecco una bella aggiunta di costi.

Così da rendere sempre più probabile il rischio di una mancata riapertura.

Ed anche questo, diciamolo francamente, Mattarella, forse tra i più lucidi politici che siano effettivamente consapevoli della situazione reale, lo sa bene, ed è altrettanto consapevole che il governo sta deragliando. Probabilmente anche e soprattutto per questo motivo, ha ritenuto di intervenire con un certo tipo di messaggio.

Certo, con la pacatezza e la diplomazia che deve contraddistinguere un ruolo super partes, come il suo. Ma al tempo stesso con quelle parole, tanto chiare, quanto efficaci, che sempre contraddistinguono le sue comunicazioni.

Speriamo ora che chi debba intendere (Conte ed esecutivo) non faccia orecchie da mercante.

Gli amministratori locali

Quando parliamo di amministratori locali, che assumono provvedimenti in materia di coronavirus, pensiamo soprattutto, di solito, ai governatori regionali.

Ma anche i sindaci possono fare qualcosa di molto concreto.

Ad esempio, una delle problematiche è legata al trasporto pubblico

In questi giorni i rappresentanti del settore hanno chiaramente manifestato la pratica impossibilità di far fronte al tipo di misure previsto.

Ma alcuni provvedimenti dei sindaci consentono in questa fase, e potranno continuare a consentire in futuro, di agevolare non poco la situazione.

In molte città sono ad esempio presenti le cosiddette ZTL, zone a traffico limitato, nelle quali si può accedere con autoveicoli solo in determinati orari.

Il che implica che molte persone che vi si debbano recare, utilizzino il trasporto pubblico. Comportamento peraltro legato al fatto che gran parte del territorio cittadino prevede la sosta a pagamento, soprattutto nelle aree centrali.

Ecco, quindi, che provvedimenti come sospensione della ZTL e della sosta a pagamento, hanno agevolato l’utilizzo dei mezzi privati, comportamento decisamente più idoneo al contenimento della pandemia.

Occorrerà riflettere su tali esperienze anche in futuro, per trarne opportuna ispirazione.

Quanto al resto dei problemi, speriamo che l’esecutivo possa tornare su molti dei suoi passi, perché, richiamando famosi versi, la diritta via era smarrita.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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