Il piano del Tesoro per tagliare le tasse

Il piano del Tesoro per tagliare le tasse. Chiedete ad ogni italiano e vi dirà che vuole che le tasse siano tagliate. In effetti, la pressione fiscale sia sulle persone fisiche che su quelle giuridiche è insostenibile. E da tempo. Il ministro Gualtieri, dicono voci informate, sta mettendo a punto un piano apposito. Strutturato in 3 anni. I punti nodali sono pena più severe per chi non paga. E riforma del catasto. Vediamo in pochi minuti i dettagli del piano del tesoro per tagliare le tasse.

L’obiettivo dichiarato è ridurre il tax gap. Ovvero quanto non incassa il Fisco ogni anno causa evasione fiscale. Che sono più di 100 miliardi. Ovviamente per farlo bisognerebbe usare meno contante e più denaro elettronico. Quindi l’uso di quest’ultimo va incentivato. Il piano del Ministro prevede anche questo. Più soldi tracciabili significa più certezza di entrate fiscali. Queste saranno unite a maggiori pene per i grandi evasori. Il tutto dovrebbe portare all’obiettivo, sempre ambizioso, di riduzione delle tasse. In dettaglio, il piano che Gualtieri sta realizzando consta di otto punti. Perfezionare la governance dell’apparato fiscale e supportare la crescita del Paese. Migliorare la qualità dei servizi forniti ai contribuenti-utenti e promuovere la compliance volontaria. Precorrere gli inadempimenti tributari e combattere evasione ed elusione fiscale. Infine, garantire la conformità negli ambiti di competenza. Questo è il piano del tesoro per tagliare le tasse.

Il piano del Tesoro per tagliare le tasse

Il Ministero del Tesoro da tempo ha avviato una profonda analisi di se stesso. Una revisione della propria struttura. Revisione volta a sistematizzare e dare valore alle risorse a disposizione. Ma anche a agevolare e favorire gli adempimenti tributari, e provvedere servizi di qualità. Come detto l’obiettivo dichiarato è ridurre il tax gap. Il più possibile. 109,7 miliardi di euro di mancate entrate tributarie. Più tasse verranno pagate da tutti, meno tasse tutti pagheremo. E’ un vecchio mantra, ed è anche vero. Una vera e propria sfida. Soprattutto per questo governo, certo non decisionista. Soprattutto in questo periodo. Con un nuovo ambiente economico-sociale e gli sviluppi innescati dall’emergenza Covid.

Più nel dettaglio. avanti con norme come la fatturazione elettronica. Ma anche la trasmissione telematica dei corrispettivi. Poi, l’incremento di organici, strumenti e nuove tecnologie per l’amministrazione finanziaria. Ancora, riduzione dei tempi di elaborazione delle cartelle fiscali. E, dulcis in fundo, la riforma del catasto. Impresa che pare impossibile. già tentata in passato, ma miseramente fallita. Una vera rivoluzione, se decollasse.

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