Il pesce fa bene, ma attenzione a quello nocivo

Si potrebbe definire il primo comandamento delle leggi alimentari: comprare solo alimenti di cui si conosca realmente la filiera produttiva. L’Italia è il primo paese al mondo per controlli sanitari sui cibi che portiamo in tavola. Questa eccellenza va accompagnata dalle nostre abitudini quotidiane. Soprattutto in periodi di crisi economica, si cerca di fare quadrare i conti di casa, risparmiando anche sul carrello spesa. In alcune regioni le limitazioni alle aperture commerciali, hanno portato purtroppo anche alle riduzioni o addirittura alla chiusura dei mercati rionali. Qui i prodotti che si trovano sui banchi sono quasi sempre certificati nella loro provenienza. Una volta si diceva dal produttore al consumatore, oggi si parla di chilometri 0.  Frutta, verdura, carne, pesce, uova e formaggi, ma anche pane e torte che si possono ammirare sui banchi del mercato sotto casa vantano una cosiddetta filiera controllata.

Conoscere le origini del prodotto

Maggior conoscenza si ha dell’alimento che portiamo in tavola e maggior sicurezza si può avere della sanità e della bontà dello stesso. Troppi alimenti infatti che vengono dagli altri paesi del mondo, non presentano le linee guida di sicurezza alimentare dell’Italia. A partire dalle condizioni in cui viene allevato e alimentato, a quelle di igiene in cui viene trasportato, all’uso di sostanze chimiche per la conservazione, fino ai pesticidi usati su frutta e verdura. Particolarmente esposto a fattori terzi nocivi il pesce. In ogni dieta lo si inserisce per le sue proprietà e in effetti il pesce fa bene, ma attenzione a quello nocivo.

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Quali sono i fattori a rischio

Quando decidiamo di acquistare il pesce per prima cosa dobbiamo cercare il pescato fresco dei nostri mari. Molta attenzione bisognerà fare anche al pesce che viene in particolare dalla parte orientale dell’oceano Pacifico. In questa zona infatti nelle acque in cui viene allevato, il pesce contiene notevole quantità di mercurio. Quest’ultimo è un metallo impossibile da eliminare da parte del nostro metabolismo e quindi si accumula nei nostri tessuti provocando seri danni e rischi tumorali.

Un altro fattore di pericolo nei pesci che mangiamo deriva dal fatto che poche qualità ormai vivono e si riproducono nel loro ambiente naturale. In molti paesi d’oltre oceano si procede così allevamento intensivo in ambienti non protetti e con somministrazioni importanti di ormoni nel cibo.

Vengono addirittura usati gli antibiotici per proteggere la riproduzione del pesce e garantirne la presenza in quantità sui mercati.

L’ultimo fattore di rischio nella scelta d’acquisto e la valutazione del pesce stesso è la sua predisposizione ad assorbire le sostanze inquinanti dell’ambiente in cui vive. Allo stesso modo si deve procedere nella scelta nel pesce surgelato e nel criterio basilare della sua provenienza.

I pesci particolarmente esposti al mercurio sono il tonno, lo sgombro, il pesce siluro e la spigola. Mangiare il pesce fa bene, ma attenzione a quello nocivo come l’anguilla e il luccio, spesso paragonati a degli spazzini per la capacità di inglobare anche materiale pericoloso.

Attenzione Infine ad alcuni pesci comuni e particolarmente graditi che vengono allevati con l’uso di steroidi e antibiotici, quali ad esempio le trote , i branzini , le orate e il pangasio. L’ultimo consiglio che si può dare è quello di dare precedenza al pesce di venditori e commercianti che possano garantire la salute di ciò che stiamo comprando. Vale anche la pena di ricordare il secondo gli studi settoriali europei L’Italia eccelle nell’ allevamento controllato nel proprio pesce.

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(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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