Il pericolo che può legittimare la riscossione straordinaria non coincide con la gravità delle violazioni

Il pericolo che può legittimare la riscossione straordinaria non coincide con la gravità delle violazioni. Studiamo il caso.

La Cassazione, con l’Ordinanza n. 9212 del 06/04/2021, ha chiarito i presupposti di legittimità della riscossione straordinaria ed in particolare il relativo obbligo di motivazione. Nella specie, la contribuente aveva impugnato una cartella di pagamento relativa ad omesso versamento di imposte. La Commissione Tributaria Provinciale aveva accolto il ricorso sul presupposto della mancanza di motivazione in ordine al pericolo per la riscossione. La Commissione Tributaria Regionale rigettava poi l’appello dell’Ufficio.

Il giudice riteneva infatti che la cartella fosse priva di motivazione quanto alla sussistenza del pericolo ai fini dell’emissione del ruolo straordinario. Né, secondo il giudice, tale presupposto poteva del resto identificarsi nell’omesso versamento di imposte di rilevanti importi. L’Amministrazione finanziaria proponeva infine ricorso per cassazione. Assumeva infatti l’Ufficio che, nella specie, non era stato emesso un ruolo straordinario, bensì un mero controllo manuale anticipato per mancato versamento di rilevanti importi. E, comunque, secondo l’Agenzia delle Entrate, l’esistenza del pericolo per la riscossione era dimostrata dal fatto che la società contribuente fosse in liquidazione.

La decisione

Secondo la Suprema Corte il ricorso non era accoglibile. La ricorrente, peraltro, rilevavano i giudici di legittimità, non aveva colto la vera ratio della sentenza. Secondo quanto condivisibilmente evidenziato dal giudice di appello, infatti, il pericolo che può legittimare la riscossione straordinaria, non coincide con la gravità delle violazioni. Ma su questo nulla aveva opposto l’Amministrazione finanziaria. Inammissibile, poi, secondo la Cassazione, era la deduzione della sussistenza del pericolo per la riscossione legata al solo fatto che la società fosse in liquidazione. In relazione a tale deduzione la ricorrente non offriva infatti, nel proprio ricorso elementi per ritenere che la questione fosse stata effettivamente già trattata. Dal che, secondo la Cassazione, ne conseguiva l’inammissibilità per novità della censura.

Osservazioni

Al di là dello specifico caso processuale, giova anche evidenziare quanto segue. L’iscrizione nei ruoli straordinari, prevista in caso di fondato pericolo per la riscossione, costituisce una misura cautelare posta a garanzia del credito erariale. La sua legittimità, oltre che dalla prova del pericolo per la riscossione, dipende però sempre da quella dell’atto impositivo presupposto, che ne è titolo fondante. Ne deriva quindi che se il giudice annulla, in tutto o in parte, l’atto presupposto, l’ente impositore deve provvedere allo sgravio e, eventualmente, al rimborso.

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