Il nostro corpo potrebbe lottare contro quest’incipiente malattia se già a 35-40 anni lancia 3 avvertimenti

Quando il nostro organismo non riceve le aggressioni di dolori acuti e insopportabili si tende a non indagare sulla causa del malessere. Alcuni disturbi e disfunzioni, inoltre, non presentano una sintomatologia particolarmente vivace o invalidante. Ed è proprio questa condizione di mancato disagio che, spesso, induce a trascurare le prime avvisaglie di alcune patologie assai comuni. Forse molti ignorano, ad esempio, che questi 3 sintomi a 50 anni svelano che il colesterolo cattivo è alto. Allo stesso modo accade che da alcuni indizi si possa risalire all’origine di un’alterazione o del cattivo funzionamento di un intero apparato. Potrebbe, dunque, peccare di superficialità chi non attribuisce importanza alla comparsa di alcuni sintomi che per quanto lievi potrebbero nascondere stati patologici.

Può accadere, infatti, che insieme a buchi nella memoria e cali dell’attenzione è il corpo a preannunciare l’arrivo della demenza o di altri disturbi neurologici. E ciò perché esiste uno specifico linguaggio che diverse parti corporee utilizzano per inviare chiari segnali di disagio. Non prestare ascolto alle prime manifestazioni di scompensi e disfunzioni potrebbe comportare alti rischi e compromettere gravemente una condizione di salute psicofisica. Non si può, quindi, escludere che il nostro corpo potrebbe lottare contro quest’incipiente malattia se già a 35-40 anni lancia 3 avvertimenti. Una diagnosi precoce aiuta a meglio curare e arginare i danni della maggior parte delle patologie più o meno gravi.

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Il nostro corpo potrebbe lottare contro quest’incipiente malattia se già a 35-40 anni lancia 3 avvertimenti

In particolare, secondo studi statistici, il diabete di tipo 2 fa la sua comparsa per lo più attorno ai 35 o 40 anni perché colpisce soprattutto gli adulti. Nonostante non abbia un’età specifica questa tipologia di malattia diabetica insorge con maggiore frequenza ancor prima della mezz’età. Il primo segnale riguarda il fenomeno dell’iperglicemia a digiuno e subito dopo i pasti principali. Alti livelli di zucchero nel sangue potrebbero, inoltre, accompagnarsi al secondo sintomo spesso trascurato, ovvero l’ipertrigliceridemia.

Numerosi studi confermano che un numero troppo alto di trigliceridi potrebbe, infatti, incrementare l’insorgenza del diabete di tipo 2 nei soggetti giovani. E del resto più di dolci e zuccheri ecco i cibi killer per fegato e cuore che potrebbero scatenare il diabete. Non diversamente dal terzo campanello d’allarme che consiste in un eccesso di acido urico nel sangue. L’eliminazione dell’acido urico avviene per via renale, ma in caso di accumulo nel sangue occorre far rientrare i valori quanto prima. L’iperuricemia, infatti, costituisce una forte minaccia soprattutto per chi ha valori elevati di colesterolo e di glicemia perché favorisce la formazione di placche aterosclerotiche.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riportate QUI»)

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