Il mondo che ruota intorno alle donne affette da Endometriosi

Sempre più spesso, negli ultimi anni, si sente parlare di Endometriosi, una malattia cronica che colpisce le donne, le cui cause sono ancora per la maggior parte sconosciute.

Ma come stare vicino e supportare una figlia, un’amica o una compagna che vive questa condizione non vivendone il dolore?

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Per quanto possa sembrare marginale anche il mondo che ruota intorno alle donne affette da Endometriosi può alleviare il  loro senso di inadeguatezza.

Vediamo insieme come.

Il mondo che ruota intorno alle donne affette da Endometriosi. Consigli pratici

Catalogata tra le malattie invisibili, l’Endometriosi è sicuramente una malattia difficile da comprendere per chi non la vive. Pur essendo soggetti particolarmente empatici, non provando sulla propria pelle quel tipo di dolore è complesso comprenderne la gravità e i cambiamenti che avvengono nella vita di una persona cui è stata diagnosticata questa patologia.

Il primo passo da compiere è sicuramente l’ascolto: questo atteggiamento agevola la donna che vive questa condizione a sentirsi capita e accettata. Sembrerà banale ma, a volte, durante le conversazioni si tende a cercare associazioni e ad usare espressioni come “anche il mio ciclo è terribile”, “capisco, anche io ho dolori atroci alla schiena” e simili.

La verità è che non per tutto esiste un’associazione e, spesso, è più conveniente lasciare che una persona sia libera di esprimersi senza necessariamente andare alla ricerca di una similitudine per sentirsi più vicini all’interlocutrice. Ancora, vivere di una malattia invisibile non significa che essa sia immaginaria.

Un’azione da evitare è quella di sminuire il problema attraverso frasi che fanno sentire la donna a disagio o esagerata. L’Endometriosi, come tantissime altre malattie, non è una scelta e, per questo, non bisogna far sentire qualcuno responsabile di qualcosa per cui non ha colpa. Succede e basta.

Accettazione

Il soggetto coinvolto lotta sia fisicamente, seguendo tutti i consigli del ginecologo e di altri medici (a seconda degli altri organi colpiti), ma anche psicologicamente.

Per quanto non salti subito all’occhio anche da un punto di vista psicologico, la patologia porta con se tanti strascichi e fa dubitare la donna di sé stessa.

Evitare dunque lo spirito negazionista. Negare un problema non significa che esso non esista e innalzare un muro o non essere di supporto farà soffrire la donna.

Questa malattia colpisce le donne in età fertile. Oggi, coincide con il periodo in cui esse provano a realizzarsi nel lavoro, nella carriera, nella vita familiare. È già difficile mettere un freno a tutto ciò; ne dovrebbe conseguire l’accettazione dei loro “non posso” e la comprensione da parte di tutto il mondo che ruota intorno a loro.

Infine, bisogna ricordarsi che condividere del tempo parlando dell’argomento non è una soluzione al problema. Aiuterà, però, sicuramente la propria figlia, amica e compagna a curare la sua anima e a sentirsi meno sola in un percorso molto ampio e complesso.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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