Il misterioso gruppo di sostenitori di Trump

In questi giorni, in America ne abbiamo viste un po’ di tutti i colori, e sicuramente sono emersi dei dettagli che a noi italiani risultano un po’ sconosciuti.

A partire dal social network Parler, del quale abbiamo scritto qui, ha cominciato a circolare un’altra parola strana: “Proud Boys”. Letteralmente, i “ragazzi orgogliosi”, sono il misterioso gruppo di sostenitori di Trump.

A differenza dei “normali” elettori repubblicani, questi sostenitori del Presidente uscente degli Stati Uniti hanno scelto un nome, una divisa e un “codice” ben precisi.

Sono tutti uomini, per lo più caucasici, ovviamente americani, indossano polo nere con righe gialle ed equipaggiamento militare. Glorificano la violenza e si autodefiniscono un “fight club di estrema destra”.

Gli atteggiamenti misogini e neofascisti hanno attirato l’attenzione dei media, soprattutto dopo il sostegno che l’ex Presidente degli Stati Uniti ha espresso nei loro confronti.

Rito di iniziazione

Per unirsi al gruppo, gli aspiranti membri devono seguire un rito di iniziazione che include quattro livelli di appartenenza. Parrebbe che ad ogni livello debba corrispondere un tipo di prova, e il rituale confermato secondo diversi forum.

a) Livello 1: giurare sulla frase “Sono un occidentale sciovinista che rifiuta di chiedere scusa per la creazione del mondo moderno”;

b) Livello 2: l’aspirante deve nominare cinque marchi di cereali per la colazione mentre viene picchiato dagli altri membri anziani;

c) Livello 3: tatuarsi il logo di Proud Boys e rinunciare all’autoerotismo;

d) Livello 4: manifestare contro i gruppi di estrema sinistra.

Un fondatore “sessista, xenofobo e transfobico”

I Proud Boys sono un gruppo dedito alla “difesa dell’Occidente” fondato nel 2016 da Gavin McInnes. Il cinquantenne è noto anche per aver fondato la rivista Vice, che tratta di cultura urbana ed è tuttora molto seguita dai giovani. McInness ne lascia la redazione nel 2008, per tenere diverse rubriche sui canali repubblicani e conservatori.

Secondo il New York Times, sarebbero quasi 3.000 i membri registrati. I valori del gruppo sono molto conservatori: nessun intervento statale, chiusura delle frontiere, glorificazione dello stile di vita WASP (White Anglo-Saxon Protestant), porto d’armi universale, xenofobia, antifemminismo, glorificazione dell’imprenditoria e del ruolo della donna “fattrice”.

Di recente, attraverso un veloce atto di “pulizia della propria immagine, l’accusa di suprematismo bianco è stata aggirata eleggendo come portavoce Enrique Tarrio, un afro-cubano.

Questo misterioso gruppo di sostenitori di Trump segue il principio delle “poche idee, ma confuse”. A partire dall’atteggiamento nei confronti dell’uso di stupefacenti, fino alle dichiarazioni sugli omicidi perpetrati dal dittatore fascista Pinochet, le posizioni danno certo da pensare.

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