Il metodo antico che consente d’irrigare la terra con risparmi di oltre il 50%

Una guida per conoscere il metodo antico che consente d’irrigare la terra con risparmi di oltre il 50%.

Un tempo li chiamavano Olla ed erano in uso tra i latini. Ora le chiameremmo semplicemente anfore panciute e provviste di coperchio. All’epoca dei romani era infatti consuetudine trovare le anfore, tanto in cucina per la cottura e la conservazione dei cibi, quanto nei giardini. Vediamo ora di concentrate l’attenzione su questa seconda modalità di utilizzo, sicuramente, meno consueta. Questo ci consentirà di conoscere un metodo antico che consente d’irrigare la terra con risparmi di oltre il 50%.

Gli Olla nei giardini

Questi vasi erano realizzati in terracotta e, grazie al coperchio di cui erano muniti, consentivano di contenere delle riserve di acqua. Dato il materiale di origine naturale e di carattere poroso, tali anfore rappresentavano degli ottimi mezzi di trasmissione di umidità. Infatti, il materiale con cui erano realizzati gli Olla consentiva la traspirazione. Per cui, l’acqua contenuta all’interno delle anfore fuoriusciva lentamente all’esterno, bagnando il terreno circostante.

Nella tradizione romana queste anfore venivano interrate fino all’imboccatura che invece restava all’esterno ben visibile. Il coperchio che, al termine dell’operazione, veniva posto a chiusura dell’anfora, impediva all’acqua in essa contenuta di evaporare. Una volta esaurita l’acqua all’interno degli Olla, era poi estremamente facile procedere con un nuovo riempimento, visto che i coperchi restavano esterni alla linea di terra.

Il sistema d’irrigazione antico

Come già anticipato, tale sistema peraltro sempre valido e attuale, sfrutta la naturale porosità dei vasi di argilla, per irrigare le piante circostanti. Per cui, se riempite con una certa regolarità, le anfore irrigano la terra limitrofa. Le piante hanno così a disposizione l’acqua di cui hanno bisogno e sono messe nelle condizioni di accedervi naturalmente, senza alcun intervento dell’uomo. Questo a condizione che le piante si trovino però ad una distanza determinata dalla fonte di approvvigionamento.

I benefici rispetto all’irrigazione tradizionale

Come si potrà dedurre, questo è un sistema d’irrigazione che parte dal basso, anziché agire dalla superficie del terreno per giungere in profondità. Questo presenta vari benefit. In primis, si evita la dispersione, per evaporazione, dell’acqua che resta sulla superficie del terreno e che non riesce a penetrare. Ciò determina risparmi considerevoli sui consumi di acqua. Inoltre tale antico sistema si basa su un processo di autoregolazione, nel senso che le piante assorbono acqua dalla terra, fino alla loro reale necessità, poi interrompono la suzione.

Dal canto suo, l’acqua contenuta nelle anfore, continuerà a passare nel terreno fino a che questo non raggiunga un certo tasso di umidità. Soltanto quando il terreno ridiventerà asciutto, l’acqua trasmigrerà di nuovo dall’anfora alla terra e il ciclo ricomincia. Il tutto garantito dalla perfezione dei cicli della natura, senza alcun necessità d’investire in sensori artificiali. Tale meccanismo funziona a condizione però che l’argilla non venga trattata con vernici e materiali che blocchino il processo di traspirazione.  Ecco quindi qual è il metodo antico che consente d’irrigare la terra con risparmi di oltre il 50%.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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