Il management e l’arte della guerra

Il management e l’arte della guerra

 Il collegamento tra capacità imprenditoriali e arte della guerra ha diversi secoli di storia.
Gestire, organizzare, provvedere ai bisogni di centinaia di migliaia di uomini in armi, richiede una grande capacità organizzativa. Si pensi alla logistica, all’approvvigionamento di materiali, armi e munizioni, al vestiario, alle cure sanitarie, al riposo e ovviamente all’alimentazione e all’igiene di vasto numero di persone. Non è un’attività semplice.
Soprattutto se ci si scontra con un nemico che cerca di distruggere o far fallire tutto ciò che mettiamo in atto.

Sun Tzu, L’arte della guerra

Tra il VI e V a.C., Sun Tzu, generale e filosofo cinese, elaborò uno dei più importanti trattati di strategia militare di tutti i tempi: L’Arte della guerra.
Sun Tzu, applicando riflessioni taoiste ai problemi pratici, creò un manuale contenente una serie di regole su come condurre una guerra vittoriosa.
Quest’opera ha esercitato nei secoli una fortissima influenza, a livello globale e in moltissimi campi d’applicazione, anche quelli meno sanguinari.

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L’analisi organizzativa dei sistemi economici e produttivi e le strategie manageriali attingono da questo trattato modelli di comportamento da adottare nelle situazioni competitive.

 Il management e l’arte della guerra: quali sono le abilità dei vincenti?

Secondo le teorie taoiste, la miglior vittoria è quella che si ha senza combattere.
Sun Tzu insegna che «l’abilità del comandante consiste nel piegare le forze del nemico senza alcun combattimento, nell’impadronirsi delle città senza assalirle, nel conquistare lo Stato nemico senza lunghe operazioni militari».
Bisogna imparare a gestire la pace, pensando al futuro e pianificando con cura lo sfruttamento delle risorse.

L’arte manageriale è chiamata a impostare stratagemmi per non dare informazioni al nemico (in questo caso meglio “competitor”), o fuorviarlo per indurlo a valutazioni ingannevoli.

In caso di battaglia può vincere solo chi riesce a pianificare l’impegno delle proprie forze per ottenere il massimo risultato (profitto) con le minor perdite possibili (costi). E ancora meglio se nel minor tempo possibile.

Conoscere il contesto e adattarsi ai cambiamenti

Come per le strategie militari, una leadership organizzativa deve prendere in considerazione che la pianificazione va impostata in un contesto socio-ambientale che è variabile.
È necessario sviluppare una capacità di pronta reazione ai cambiamenti di situazione eventualmente applicando manovre irregolari ed imprevedibili.
Concetto questo che trova conferma nella più moderna Teoria dei sistemi, Concepita come teoria logico -matematica, in seguito applicata in svariate discipline e scienze empiriche.
Questa teoria suggerisce di adattarsi in modo flessibile ai cambiamenti e ricondurre a proprio favore le mutate condizioni.

“Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Quando conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia.”
Il management richiede di valutare continuamente le concatenazioni causa- effetto degli eventi.

Bisogna conoscere i propri avversari, ma prima di tutto serve avere consapevolezza piena di sé stessi, dei propri limiti e punti di forza.

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