Il gravoso costo della pandemia sul reddito degli italiani

La pandemia morde il reddito degli italiani. Lo certifica la Confesercenti con uno studio del suo Ufficio Economico. E lo fa nonostante CIG, bonus e sostegni vari forniti dal Governo. Sono stati persi, dall’inizio dell’emergenza, ben 32 miliardi di euro di reddito annuale. Pari a 1.257 euro a famiglia. Le regioni più in difficoltà sono l’Emilia Romagna e le Marche. L’ovvia reazione è quella di fare le formiche, se e dove possibile. Quindi si tagliano le spese ed aumentano i risparmi. Per parare il colpo di un’altra eventuale crisi. Questo è il gravoso costo della pandemia sul reddito degli italiani, finora.

La perdita dei redditi emiliano-romagnola è il 6,4% del totale. Ma, oltre alle Marche, anche in Piemonte ed in Valle d’Aosta non stanno bene. Lì le perdite superano il 5%. Più resilienti la Puglia e la Liguria. C’è da aggiungere, come è ovvio, che non tutti i lavoratori soffrono allo stesso modo. I più colpiti dalla crisi, è facile comprenderlo, sono i lavoratori autonomi ed i dipendenti privati. Che non godono, per definizione, delle stesse garanzie dei dipendenti statali. Gli autonomi registrano una perdita del -13%, pari a 40 miliardi. I dipendenti privati dell’11%, pari a 62 miliardi.

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A compensare il tutto, fortunatamente, ci sono i trasferimenti statali. Cioè gli aiuti di assistenza e sussistenza. Tra questi le misure pre-Covid come Quota 100 e il reddito di cittadinanza. Ma anche gli aumenti già previsti delle pensioni e gli aumenti dei contratti dei dipendenti pubblici. Il tutto per circa 70 miliardi di euro. E quelle straordinarie, come CIG, bonus, redditi d’emergenza, crediti di imposta. Tanti soldi, ovviamente. Ma che non bastano ad arginare quanto perso. Ricordiamo, infatti, che finora si sono persi ben 841.000 posti di lavoro. Tutti nel privato, chiaramente.

Il gravoso costo della pandemia sul reddito degli italiani

La risposta alla riduzione dei redditi, spesso dovuta alla perdita del lavoro, è stata univoca. Prudenza massima e risparmi alle stelle. La spesa per famiglia è scesa di ben 2.304 euro nel primo semestre dell’anno. Cioè 384 euro al mese e 12,8 euro al giorno. Se vi sembrano pochi, non lo sono. Perché ci sono supermercati che con 10 euro fanno acquistare 10 confezioni di beni primari. E privarsene è un bel problema.

Il lockdown è finito. E, a sentire le parole del PdC, fortunatamente non ce ne sarà un altro, nonostante tutto. Ma la ripresa è ben lungi dall’essere iniziata. L’emorragia del reddito dei dipendenti privati dimostra una cosa senza alcun dubbio. La crescente difficoltà del mondo delle imprese. E quindi, di quello del lavoro. Bisogna intervenire massicciamente a favore delle imprese. Mettendole al centro dell’utilizzo dei fondi del Next Generation EU. Attraverso una riforma fiscale che le riguardi appieno. Ed impiegando bene, in tagli strutturali e riforme durature, i fondi del sunnominato Recovery Fund.

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