Il Governo Draghi si è impegnato a cancellare l’addebito in bolletta del canone RAI

Le riforme sbagliate, quelle che favoriscono categorie a danno delle altre vanno revocate. Questo dovrebbe essere un principo di eguaglianza ma spesso non è così. Ed è proprio ciò che ha fatto Draghi con il canone RAI ma solo dopo che gli italiani sono stati costretti a pagarlo per anni. Infatti, ne è stato garantito il pagamento mediante l’addebito nella bolletta elettrica. Ebbene, finalmente, da domani gli italiani smetteranno di pagare per utilizzare la tv pubblica.

Si ricordi che la somma era anche alquanto consistente, in quanto venivano addebitati 9 euro per 10 mesi, per un totale di 90 euro l’anno. Ecco, dunque, che Governo Draghi si è impegnato a cancellare l’addebito in bolletta del canone RAI. La spinta per questa decisione è provenuta dal’UE che aveva definito come “oneri impropri” l’addebito del canone in bolletta. Sicchè, il Premier ha deciso di prendere un impegno con Bruxelles accettando si eliminarlo.

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Il Governo Draghi si è impegnato a cancellare l’addebito in bolletta del canone RAI

L’imposta sul canone Rai era stata introdotta nel 2015 dal Governo Renzi per fronteggiare l’evasione di questa imposta. All’inizio il costo era di 113 euro all’anno ma quasi nessuno pagava. Pertanto, per obbligare al pagamento, con la riforma è stata addebitata sulle fatture dell’elettricità. Il tutto, con la conseguenza di aumentare l’importo delle stesse, a causa proprio dell’aggravio dovuto alla tassa. Tuttavia, l’Ue non ha visto di buon occhio questa mossa del Governo Renzi, non esitando a criticarlo. La ragione? Appunto, la lesione dei diritti dei consumatori e l’addebito mediante uno strumento improprio.

La conclusione

Il Governo Draghi si è impegnato a cancellare l’addebito in bolletta, mediante un disegno di legge sulla concorrenza. Lo ha fatto attraverso il PNRR legato al Recovery Fund, ossia i fondi che finanzieranno le riforme per contrastare la crisi. Quindi, grazie alla contromossa di Draghi non saremo più costretti a pagare una ulteriore somma onerosa sulle bollette della luce.

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