Il futuro sostenibile dell’Italia si decide alla conferenza Italia 2030

Lo sviluppo futuro dell’Italia almeno fino al 2030 dipende in modo deciso da un certo tipo di capacità. Dipenderà soprattutto dalla capacità di mettere insieme le politiche economiche con una strategia di sviluppo sostenibile, primariamente da un punto di vista ambientale e sociale. L’Italia viene da 20 anni di non crescita, con periodi di recessione, anni aggravati dalle conseguenze che l’emergenza coronavirus avrà sull’economia mondiale. Questo lungo periodo di inizio secolo ha imposto pesanti ipoteche sul futuro dell’Italia. Complici anche i periodi di incertezza politico-istituzionale e di disgregazione sociale avuti dal Paese negli ultimi quarant’anni.

Quali sono i punti di forza e di debolezza della nazione? Bisogna affrontare le criticità da risolvere, proporre le soluzioni e gli obiettivi da perseguire per promuovere una visione di lungo periodo, e vincere la sfida dello sviluppo sostenibile. Il futuro sostenibile dell’Italia si decide alla conferenza Italia 2030.

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L’Italia del 2030 è oggi. E l’Italia del futuro prossimo deve mettere al centro l’economia circolare. Cioè, da definizione, un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo, garantendo dunque anche la sua ecosostenibilità. Solo questa tipologia di economia può garantire un futuro con reali opportunità di sviluppo.

Il futuro sostenibile dell’Italia si decide alla conferenza Italia 2030

Se ne parlerà a “Italia 2030”, il progetto congiunto di MISE e Luiss Business School per discutere del futuro economico e, al contempo, sostenibile, del Paese. L’appuntamento inizierà il 20 ottobre, e si comporrà di 13 webinar aperti, come delle vere e proprie conferenze. In essi verranno presentati i risultati delle ricerche svolte in collaborazione con le principali aziende e università italiane su un tema tanto importante. Per le aziende ed i gruppi italiani si parla di nomi come Cassa Depositi e Prestiti, Enel, Eni, Generali, Intesa Sanpaolo, Italgas, Leonardo, Poste Italiane, Snam e Terna. Per le università si è trattato di nomi come Gran Sasso Science Institute, Politecnico di Bari, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Università Bocconi, Università Cattolica, Università degli studi di Napoli Federico II, Università La Sapienza, Princeton University.

Perché l’economia circolare è importante? Perché è l’unica sostenibile, semplice. Nel progetto “Italia 2030” si illustreranno i risultati di tavoli di lavoro che hanno approfondito a tutto tondo le applicazioni e le innovazioni dell’economia circolare. E lo hanno fatto nei settori automotive, aerospazio, agricoltura e alimentazione, energia e fonti rinnovabili, gestione dei rifiuti, finanza, chimica verde e costruzioni. Dopo questi approfondimenti, si è cercata e trovata una relazione con i cambiamenti sociodemografici del Paese, quali trend dei consumi sostenibili, active aging, famiglia, fecondità e lavoro, governo e valorizzazione dell’immigrazione.

I tavoli di lavoro, di cui saranno illustrati i risultati, hanno prodotto dei paper che forniranno un quadro conoscitivo organico e approfondito dello specifico tema, e formuleranno una serie di proposte di policy. Tutti i webinar saranno liberamente fruibili alla pagina luiss.business/italia2030.

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