Il fungo più velenoso d’Italia, se lo mangi la morte è quasi assicurata

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È un fungo difficile da riconoscere. Con l’arrivo dei colori e dei profumi dell’autunno, tutti adoriamo fare passeggiate in campagna e in collina, e perché non approfittarne per raccogliere qualche delizioso fungo selvatico?

I funghi sono tra gli ingredienti più versatili della nostra tradizione, dall’umile mazza di tamburo, al profumatissimo porcino, al prezioso tartufo. Ma come ci hanno insegnato fin da bambini, non tutti i funghi sono buoni da mangiare. Molte specie non sono commestibili e alcune sono addirittura velenose per l’uomo. E tra le diverse specie di funghi velenosi diffusi in Italia, ce n’è una che se ingerita risulta quasi sempre fatale. Si tratta dell’amanita falloide, il fungo più velenoso d’Italia, se lo mangi la morte è quasi assicurata.

Per ovvie ragioni, questo fungo viene anche chiamato “angelo della morte”. Ciò che rende così pericolosa l’amanita falloide è il suo aspetto poco appariscente. Si tratta, infatti, di un fungo di medie dimensioni, con cappello di colore giallognolo o verdastro, e gambo bianco. È piuttosto comune nei boschi di tutta Italia e d’Europa. Ma non lasciarti ingannare dal suo aspetto innocuo, l’amanita falloide è mortale!

Cosa succede se mangi l’amanita falloide

L’amanita falloide è la causa della stragrande maggioranza dei casi di avvelenamento mortale in Europa. Ciò che rende così insidiosa l’amanita falloide è il fatto che il veleno di questo fungo resiste agli sbalzi di temperatura, e non viene quindi eliminato con la cottura o con il congelamento. Basta ingerire pochissimi grammi di amanita falloide per subire un avvelenamento mortale, e quando si presentano i sintomi, è spesso troppo tardi. La vittima comincia a stare male dalle 12 alle 48 ore dopo l’ingestione del veleno, quando le tossine hanno già invaso il corpo, danneggiando irreparabilmente i tessuti.

L’amanita falloide, infatti, blocca completamente la funzione del fegato, fino a causarne la necrosi con sintomi simili a quelli di un’epatite virale. Solo se la causa dell’avvelenamento viene individuata in tempi brevissimi la vittima si può salvare, ma dovrà sottoporsi a dialisi per tutta la vita o a un trapianto di fegato. Quando passeggi nel bosco stai alla larga dall’amanita falloide, è il fungo più velenoso d’Italia, se lo mangi la morte è quasi assicurata.

Un vero angelo della morte!

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