Il dollaro è salito nuovamente nei confronti dell’euro: i motivi economici e le previsioni

La scorsa settimana, il dollaro è salito nuovamente nei confronti dell’euro, proseguendo nella sua ascesa iniziata diversi giorni fa e toccando il suo massimo a due mesi contro la valuta unica. Il motivo della ripresa del biglietto verde, per certi versi piuttosto inaspettata, è da ricercarsi negli ultimi dati macro provenienti dagli Stati Uniti. Risultati molto positivi (mercato del lavoro a parte) e del mix di timori per una nuova ondata di lockdown in Europa e dei dati macroeconomici europei, risultati più deboli delle attese. Finora, infatti, molti analisti finanziari sono stati propensi a credere che l’Eurozona potesse uscire prima e meglio dalla crisi da pandemia di quanto potessero fare gli Stati Uniti. Gli ultimi dati macro potrebbero in qualche modo far rivedere loro questa credenza.

Il dollaro è salito nuovamente nei confronti dell’euro: i motivi economici e le previsioni

La crescita dell’attività economica nella zona euro ha infatti visto a settembre una battuta d’arresto, soprattutto per effetto del rallentamento registratosi nel comparto dei servizi, accrescendo le preoccupazioni tra gli investitori e i trader sul fatto che le nuove restrizioni introdotte negli ultimi giorni da molti governi della Unione Europea contro il virus possano produrre un impatto negativo sulla ripresa economica attualmente in corso, in particolare sul mercato del lavoro e sul Pil.

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Ma sarà il recupero del dollaro vera gloria? Oppure si tratterà soltanto di una correzione di breve periodo, su un trend che sembra, in ogni caso, orientato ancora al rialzo? Difficile poterlo dire. Tuttavia, la certezza che la FED e la BCE  lasceranno i tassi d’interesse invariati ai livelli attuali, porta gli analisti a credere che saranno i futuri dati macro delle due economie, piuttosto che le variabili monetarie (tassi d’interesse e offerta di moneta), a determinare il rapporto di cambio eurusd. Su questo punto, gli Stati Uniti sembrerebbero effettivamente messi meglio rispetto all’eurozona. In ogni caso, l’esperienza degli ultimi mesi ha mostrato come formulare previsioni quest’anno sia davvero molto complicato.

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