Il decreto di Pasqua quali restrizioni prescrive?

Il DPCM che va sotto il nome di decreto di Pasqua, ha introdotto le regole da seguire per fronteggiare il futuro più prossimo, ossia la situazione emergenziale, introducendo prescrizioni valide dal 6 marzo al 6 aprile.

Quindi, si tratta di restrizioni che vigeranno anche nel periodo pasquale. Fissato per domenica 4 e lunedì 5 aprile. Ma, vediamo, in maniera analitica, il decreto di Pasqua quali restrizioni prescrive.

Anzitutto, ha prorogato il blocco della mobilità regionale fino al 27 marzo. A fronte di ciò, le eccezioni restano quelle previgenti. Ossia motivi di salute, di lavoro, urgenze. Pertanto, sono sempre permessi i rientri presso la propria abitazione, residenza e domicilio che sia.

Inoltre, chi si trova in zona gialla o arancione, può recarsi nelle seconde case. E ciò anche se si trovi fuori Regione.

In secondo luogo, le visite agli amici variano, a seconda del colore della Regione. Ad esempio, in zona gialla, sono autorizzate purché entro il territorio regionale. L’orario spendibile è quello tra le 5 e le 22. Una sola volta al giorno, e per un massimo di due persone, più i minori di 14 anni. Nonché i conviventi non autosufficienti.

In zona arancione, vale la stessa regola. Con la differenza che non ci si può spostare dal territorio comunale, o entro i 30 chilometri, se si vive in paesi fino a 5.000 abitanti.

Infine, in zona rossa, le visite a parenti e amici sono vietate. Inoltre, si può uscire di casa solo per lavoro, salute e necessità. Ovviamente muniti di autocertificazione.

Scuole

In zona rossa è stata prevista la chiusura delle scuole, con ritorno alla didattica a distanza. Per le altre zone, si ci è chiesti come gestire la questione “istruzione”.

Ebbene, tra varie divergenze, si è concluso che quando si raggiunga la soglia critica rappresentata dai 250 contagi ogni 100.000 abitanti, si disporrà la chiusura delle scuole, anche in zone diverse da quella rossa.

Le riaperture

Nelle zone gialle, dal 27 marzo, si è decisa la riapertura di cinema, teatri e sale da concerto. I musei, invece, potranno aprire anche nel week end ma solo per appuntamento. Nessuna riapertura, invece, è stata decisa per palestre e piscine, sulle quali il parere è rimasto assolutamente contrario per il momento.

Negozi

I negozi potranno restare aperti in zona arancione e gialla ma non in zona rossa. Salvo naturalmente quelli che vendono beni di prima necessità. Si tratta, in particolare di alimentari, edicole, tabacchi, farmacie. Ristoranti e bar, invece, potranno stare aperti fino alle 18, in zona gialla, mentre rimarranno chiusi in zona rossa e arancione, con possibilità di vendere cibo da asporto (fino alle 19) e a domicilio (senza limiti di orario).

Queste, dunque, in sintesi, il decreto di Pasqua quali restrizioni prescrive.

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