Il decalogo della buona spesa

Dopo la “buona scuola” è il momento di pensare alla “buona spesa”! Giochi di parole a parte, in tempi di magra come questi, occhio a come si fa la spesa! Se la cassa integrazione stenta ad arrivare, i bonus partite iva sono altalenanti e il reddito di emergenza è di là da venire, facciamo bene i “conti della serva”. Da qui la corsa da parte delle associazioni di consumatori alla stesura di linee guida, utili ad orientare i consumatori. E allora questo è il nostro decalogo della buona spesa.

I primi cinque comandamenti con  attenzione al portafogli

1) Nei discount il risparmio rispetto ai supermercati è notevole; c’è chi lo attesta in media attorno al 60%. Il rapporto qualità prezzo in alcuni casi è poi veramente interessante.

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2) Il confronto dei prezzi va fatto al litro o al chilo e non a confezione. Attenti quindi agli “annunci civetta” che pubblicizzano formati solo in apparenza maxi.

3) Fare una lista aperta. Ciò significa aggiungere al carrello anche prodotti in promozione straordinaria, di sicuro utilizzo nel tempo. Una piccola scorta a prezzi vantaggiosi oggi è un risparmio di domani.

4) Prediligere materie prime ai prodotti lavorati e trasformati. Quindi meglio un chilo di farina che tanti prodotti di panetteria. Questo però vale solo per chi si le cava ai fornelli.

5) Occhio ai prodotti ribassati! In prossimità della scadenza sono sempre più i punti di vendita che ribassano gli articoli dal 30 al 50%. Basta solo fare attenzione alla loro collocazione sugli scaffali.

Gli ultimi cinque comandamenti  il decalogo della buona spesa

6) Attenzione anche alle fasce orarie! In prossimità della chiusura, sono sempre più numerose le catene che “svendono” prodotti facilmente deperibili come pane, dolci, prodotti precotti. E gli sconti sono super.

7) Quanto alle marche, siate disposti a provare brand   alternativi a quelli più conosciuti. Potreste rimanere felicemente sorpresi e soddisfatti.

8) Occhio anche al packaging! I prodotti infatti già affettati, o semplicemente imbustati e scatolati nel reparto frigo, sono generalmente più costosi di quelli sfusi.

9) Prediligete i prodotti di stagione e quelli che hanno viaggiato di meno.

10)  Meglio evitare di fare scorte esagerate per evitare che si induca scarsità di prodotti sul mercato.

Questo infatti determinerebbe una crescita eccessiva della domanda e un successivo aumento dei prezzi. E specie di questi tempi, è proprio quello che si deve evitare.

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