Il debito pubblico sarà spazzato via dall’inflazione?

Probabilmente i governanti europei sanno bene che l’unico modo per far diminuire i deficit dei bilanci pubblici è quello inflattivo.

Cosa che porta a pensare che il metodo migliore per far quadrare i conti di bilancio sia l’inflazione.

Con questa metodologia si potrà diminuire, almeno in termini reali, i debiti pubblici.

Il debito pubblico sarà spazzato via dall’inflazione?

La possibilità di convivere con una inflazione strisciante che si possa attestare intorno ai 2/3 punti percentuali sembra che abbia fatto breccia nei governanti di Bruxelles.

Nessun politico o burocrate farà mai affermazioni di questo tipo, o dichiarerà che gli interventi di riduzione di bilancio saranno rimessi a questo fenomeno.

Faranno in modo che l’erosione del debito pubblico avvenga in maniera lenta, progressiva ed inesorabile.

Gli stipendi fissi sicuramente diminuiranno, compresi quelli dei dipendenti legati allo Stato e agli enti pubblici. Per quelli del comparto privato sarà ancora peggio.

Come sempre tutti lo sanno ma nessuno vuole dirlo

I tassi sono tutti pronti per una risalita, lenta, molto lenta. Questo è il sintomo che siamo in presenza d’inflazione.

I debiti statali, ormai, quasi tutti a tasso fisso ed estremamente bassi, potrebbero avere ulteriori benefici.

Le prossime emissioni di titoli di Stato si prevedono a lunga durata e con tassi interessanti, ma tra 3/5 anni cosa succederà?

Con una inflazione strisciante di soli due punti percentuali o anche leggermente più bassa, in mezzo secolo il debito è più che diminuito del 50% in termini reali.

Chi pagherà questo fenomeno?

Probabilmente i possessori di titoli di Stato a lungo o lunghissimo termine, chi non potrà aumentare i propri redditi e soprattutto i fondi d’investimento che operano nei monetari o nelle obbligazioni.

Queste tipiche forme d’investimento poco rischiose e adatte ai piccoli investitori saranno quelle che non riusciranno a portare “a casa nessun risultato interessante”.

Quindi i piccoli investitori, indirizzati verso questi investimenti, dovranno subire i tre effetti elencati di seguito.

Primo: rendimenti negativi;

Secondo: perdita netta in conto capitale;

Terzo: si troveranno immobilizzati nell’investimento e quindi non potranno disinvestire, a meno che non vogliano procurarsi una notevole perdita.

Insomma per concludere sul quesito se il debito pubblico sarà spazzato via dall’inflazione, sarebbe stato meglio avere investimenti, forse più rischiosi, ma maggiormente remunerativi.

Questi soggetti che hanno investito in obbligazionari avranno avuto la propria MiFID (Markets in Financial Instruments Directive) adeguata, ma sicuramente subiranno perdite che possono arrivare anche al 30%, tra perdite in conto capitale, assenza di interessi, e mancato adeguamento all’inflazione.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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