Il coronavirus è nato in un laboratorio? L’ipotesi prende sempre piu’ piede

Le accuse rivolte alla Cina si fanno ogni giorno piu’ dense di significato e trovano sempre maggiori sostenitori. Non e’ piu’ soltanto Trump, con il supporto dei Servizi Segreti, a sostenere che il coronavirus è nato in un laboratorio di Whuan. Ora anche Macron e la Gran Bretagna sostengono la veridicita’ di detta tesi. A corroborare i sospetti, interviene addirittura il premio Nobel per la medicina nel 2008, per i suoi studi sull’AIDS, Luc Montagnier. Egli ha sostenuto che il coronavirus sarebbe stato manipolato dal laboratorio di Whuan per produrre il vaccino contro l’HIV e da li’ sarebbe stato accidentalmente rilasciato. La sicurezza di queste affermazioni nasce da uno studio attento da lui condotto sul virus, con il supporto del biomatematico Jean Claude Perez. Insieme, hanno analizzato attentamente le sequenze del genoma per desumere che quella dell’AIDS emergeva nella sequenza del Covid-19. Quindi, risulterebbe di evidenza scientifica il dato secondo cui intercorrerebbe una relazione tra i due virus.

Il coronavirus è nato in un laboratorio? La storia cinese del mercato di Whuan

Pertanto, a detta dell’eminente virilogo, la storia del mercato di Whuan sarebbe una leggenda poco credibile. Cio’ in quanto, dal suo punto di vista, e’ impossibile che si tratterebbe solo di un virus trasmesso da un pipistrello. Da questo, presumibilmente, sarebbero partiti per poi modificarlo, allo scopo di creare il vaccino anzidetto.

La soluzione di Montagnier

Il virologo, poi aggiunge, che una soluzione alla pandemia potrebbe essere l’introduzione di onde interferenti per eliminare la sequenza indicata. Tuttavia, per perseguire detta strada occorrerebbero enormi risorse e mezzi. Inoltre, aggiunge: “La natura non accetta alcuna manipolazione molecolare, eliminerà questi cambiamenti innaturali e anche se non si fa nulla, le cose miglioreranno, ma purtroppo dopo molti morti”. In realta’, lo stesso Montagnier riconosce che la questione era stata gia’ posta e studiata da un gruppo di ricercatori indiani. Essi avevano pubblicato lo studio in argomento sulla sequenza del genoma, per poi ritirarlo.

Insomma, la questione si potrebbe trasformare in un “affare tra stati” dalla penosa risoluzione.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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