Il cibo del futuro è già qui, impariamo a conoscerlo per tutelare l’ambiente e la nostra salute

Carne da laboratorio, cactus, alghe, meduse e insetti. Ed ancora, cibo prodotto da stampanti 3D e frutta in capsule. In un futuro non troppo lontano questi potrebbero essere alimenti tipici della nostra dieta. La scienza è già ai fornelli per preparare il cibo del futuro ed anche le principali aziende del settore, come ad esempio la cinese Impossible Foods, stanno virando verso questa direzione.

Per quanto possa sembrare assurdo il 75% dell’alimentazione mondiale si basa fondamentalmente sul consumo di 5 specie animali e 12 vegetali. Un tantino riduttivo considerato che sulla Terra esistono circa 50.000 tipologie di piante commestibili. Inoltre se a ciò aggiungiamo la costante crescita della popolazione mondiale in contrapposizione all’inesorabile esaurimento delle risorse idriche (si stima che per 1kg di manzo servano circa 13mila litri di acqua!) non è difficile immaginare che le cose siano destinate a cambiare. D’altronde le nostre attuali abitudini alimentari sono senza dubbio diverse da quelle di qualche secolo fa.

Le soluzioni esistono, sono valide e, cosa non da poco, sono varie!

Tra gli alimenti del futuro, una posizione di rilievo sarà ovviamente occupata dai vegetali, con legumi e cereali che la faranno da padroni: dai più noti cavoli e lenticchie fino alle arachidi del bambara, fonio, radici di loto, salicornia, nopali, patate dolci indonesiane ed un’infinita varietà di funghi, semi e foglie. Ebbene sì, il cibo del futuro è verde!

Favorire la biodiversità è un obiettivo centrale. Basti pensare che, secondo una ricerca del WWF, il 60% dei vegetali attualmente consumati al mondo è costituito da riso, grano e mais ed è ormai assodato che le monocolture producano effetti collaterali devastanti per l’ambiente.

Ma si sa, qualche piccolo sacrificio bisognerà pur farlo. Gli amanti della bistecca, ad esempio, nell’attesa che la tanto discussa carne in vitro diventi una realtà davvero “sostenibile” (il primo hamburger prodotto in laboratorio è costato qualcosa come 250.000 euro), dovranno accontentarsi per lo più del tanto “odiato” cibo verde, sempre che non vogliano provare il brivido della medusa al sangue.

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