Il castello del Valentino, gioiello nel parco principe di Torino

Siamo già andati a passeggio per le vie del Parco del Valentino a Torino, qualche tempo fa. C’è però, all’interno del parco, oltre al borgo medievale, un castello sabaudo di rara bellezza. Il castello del Valentino, gioiello nel parco principe di Torino, è un’antica residenza sabauda ora utilizzata dal comune della città per i suoi corsi di laurea in Architettura.

Il nome stesso del castello è avvolto nel mistero, come si è già detto, potrebbe derivare dalla chiesetta di San Valentino situata nel parco ma non c’è certezza in questa affermazione.

La struttura del castello

Il castello ha una struttura architettonica che risale al Rinascimento. Il castello era della famiglia Birago, che lo vendette ai Savoia nella seconda metà del 1500.

I Savoia decisero di ristrutturare il castello e farlo assomigliare a quello che è oggi.

Il castello del Valentino, gioiello nel parco principe di Torino, ha subito varie trasformazioni per diventare quello che è oggi.

Maria Cristina di Borbone, infatti, apportò varie migliorie alla struttura del castello e lo trasformò in una residenza sabauda di fattura francese, ispirata a Versailles e alla reggia di Caserta.

Il castello del Valentino, gioiello nel parco principe di Torino

Sebbene venisse usato come residenza estiva, il castello del Valentino divenne un luogo dove addestrare le truppe dell’artiglieria nell’Ottocento.

Camillo Benso di Cavour decise inoltre di utilizzare la struttura per scopi militari. Pertanto, decise di ristrutturarlo ulteriormente anche in previsione dell’Esposizione Nazionale dei prodotti per l’industria.

Sempre nell’Ottocento, si decise di far diventare il castello del Valentino un luogo fondamentale per lo studio degli studenti universitari. Divenne così Il Regio Politecnico di Torino.

Una grande ristrutturazione da parte dell’università di Torino è avvenuta nel 2007, cosa che ha restituito al castello i suoi fasti barocchi e il suo antico splendore.

Alcune stanze sono a oggi visitabili grazie alle visite guidate che si svolgono nelle sue stanze.

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