Il 2020 fa paura alle imprese

Il 2020 fa paura alle imprese. Come dar loro torto. I due mesi di lockdown hanno segnato il passo e il 2020 fa paura alle imprese: anno bisestile nefasto. Il 70% delle imprese nel bimestre marzo-aprile ha registrato un dimezzamento del fatturato. Quasi il 15% non ha registrato alcun fatturato. Per non parlare dei comparti attività sportive, intrattenimento e divertimento, agenzie di viaggio e i tour operator, servizi di alloggio che non hanno avuto neanche un euro di entrata. Questa fotografia si rileva dal rapporto stilato dall’Istat su come le nostre imprese stanno vivendo questa difficile fase dell’Italia.

Tutti senza soldi

Proprio oggi che parte l’iter per ottenere il finanziamento per il fondo perduto la situazione delle imprese italiane è davvero catastrofica. La riduzione del fatturato si fa sentire tra le imprese impegnate in beni di consumo e dei beni investimento.

La mancanza di liquidità per far fronte alle spese correnti sta creando dei danni incalcolabili che in futuro danneggeranno il percorso fino al termine del 2020. Rischi operativi e di sostenibilità della propria attività sono dei campanelli di allarme che suonano in continuazione.

La paura per l’immediato

Nei prossimi mesi quasi un’impresa su tre si aspetta una contrazione del fatturato a causa della riduzione della domanda locale e nazionale. Purtroppo la gente ha paura e teme il futuro. Non si acquista e non si spende. Le imprese per tamponare le difficoltà oggettive si stanno rivolgendo al credito bancario. Lo strumento più adottato è l’accensione di nuovo debito bancario, anche tramite le misure di sostegno disposte dal Governo. Le imprese sono con l’acqua alla gola e l’immissione di liquidità avviene al rilento.

Le richieste di accoglimento soffrono i tempi relativamente lunghi impiegati dalle banche per sbrigare le pratiche. Oltre il 50% delle imprese che hanno richiesto soldi sono in attesa dell’esito della domanda. Le banche sono lumache. Il 2020 fa paura alle imprese che corrono il rischio di morire per sempre.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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