Il 2019 un’annata speciale per i vini

Perchè quando si dice vino!  Il 2019 un’annata speciale per i vini’. Un’estate poco piovosa, le temperature sopra la media, hanno subito fatto capire ai viticoltori, che sarebbe stata un’annata particolare.

Ognuno di noi vorrà assaggiare, con moderazione, una bottiglia della scorsa raccolta. Intanto sembra che durante la pandemia, le vendite di vino, almeno quelle on line, abbiano avuto una forte crescita.

La Spagna ha il primato per l’estensione di terra più grande coltivata a vino. Ma è la Francia che ne produce di più, grazie al loro metodo di coltivazione.

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Il vino è fra le bevande più consumate al mondo. Tant’è che è possibile farci dei guadagni in Piazza Affari.

Il 2019 un’annata speciale per i vini. Una bevanda speciale

Le prime tracce di questa bevanda ci arrivano dal mondo degli antichi Sumeri. Ma anche fra i Greci e i Romani la coltivazione dell’uva e la sua trasformazione in vino era abbastanza diffusa. E mentre il lavoro dei campi era considerato pesante e duro, quello della vendemmia al contrario era un momento di festa.

Il popolo ebreo attribuiva alla vite un significato religioso tanto che veniva utilizzato anche nella sacra cerimonia della pasqua.  Gesù stesso, duemila anni fa, ha dato al vino, possiamo ben dire, la sua consacrazione definitiva.

Fra i tanti

Pecorino, barbera, aglianico, chianti, lambrusco… sono tanti i vini italiani e una lista nutrita può arrivare anche dalla Francia, la Spagna, l’Argentina, il Cile, la California e il Sud Africa.

Ma al di là del vitigno, oggi si riscoprono metodi di lavorazione che possano dare al vino il suo più originale sapore. Se il frutto di Bacco una volta era fermentato in fusti di legno, oggi  anche in acciaio o cemento vetrificato o in anfora.

La novità di questi ultimi anni sono la rinascita di antichi metodi di lavorazione della vigna. Da qui nascono i vini naturali, biodinamici, biologici e da viticultura eroica.

Il vero sapore del vino

Fra tutte queste recenti scoperte ce n’è una che potrebbe fare la differenza.

Per produrre questo vino bisogna raccogliere i grappoli migliori. Seguire un processo attento di fermentazione e di controllo stretto delle temperature. Dare al processo di vinificazione un’attenzione meticolosa. Solo così questo vino avrà tutto il sapore e la forza della bontà dei suoi grappoli. Sarà un vino “senza solfiti” o, meglio, senza solfiti aggiunti. Se poi proviene anche da coltivazione biologica, avremo davanti a noi una bottiglia di tutto rispetto. Allora sì che potremo esclamare: quando si dice vino!

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