IBM: un titolo dalle grosse potenzialità a Wall Street

Prima di entrare nel vivo dell’analisi sul titolo IBM, è bene dare uno sguardo ai dati odierni.

Gli eventi della politica italiana sembrano non aver scalfito minimamente Piazza Affari, anzi con il Ftse Mib a +1,75% e lo spread sceso sotto la soglia dei 200 punti, sembra addirittura che ci sia un segnale di gradimento. Titoli azionari come Pirelli (+5%) e FCA (+4%) sono sicuramente la conferma di un certo ottimismo dei mercati italiani.

Le Borse internazionali

Sul versante internazionale, i principali indici europei danno segnali sostanzialmente positivi e forse soltanto Londra, complice il problema Brexit, ha mostrato meno forza.

Andando oltreoceano, il Presidente Trump si è detto non ancora pronto per un accordo commerciale con la Cina, cosa che di fatto genera naturale incertezza negli investitori.

Gli indici di Wall Street

Sul versante indici, l’S&P 500, il Nasdaq e il Dow Jones, hanno chiuso la seduta di ieri a Wall Street in territorio leggermente negativo, attestandosi su una media dello 0,65%.  Inoltre c’è attesa per il discorso di Powell che si terrà venerdì prossimo e che dovrebbe avere come focus “le sfide sulle politiche monetarie”.

Focus su un titolo interessante: IBM

Dopo aver analizzato lo scenario macroeconomico, parleremo di un titolo azionario che potrebbe essere molto profittevole nel lungo termine. Stiamo parlando di International Business Machine Corporation, conosciuto con il suo acronimo, ovvero IBM (NYSE-IBM).  In un precedente articolo avevamo analizzato il titolo da un punto di vista del suo indebitamento e lo avevamo posizionato a ragione in una situazione di pericolo.

Grafico titolo azionario IBM

Analizzando il grafico attuale si nota come, tra alti e bassi, abbia comunque avuto una crescita percentuale superiore al 15% da inizio anno.

Le recenti attività di acquisizione

Ultimamente una delle cose che hanno spaventato maggiormente gli investitori  è stata l’acquisizione da parte di IBM dell’azienda che sviluppa software e soluzioni open source in ambiente linux: Red Hat. Per molti è stata una mossa azzardata, visto il costo dell’operazione di circa 34 miliardi e soprattutto perchè la compagnia è già fortemente indebitata, come abbiamo avuto modo di analizzare.

Mossa azzardata o spunto per una risalita?

Da un’altra prospettiva potrebbe essere anche un’azione molto intelligente, perché colmerebbe nel tempo quei gap che hanno lasciato IBM indietro rispetto ai suoi competitors (Microsoft e Alphabet), soprattutto nel settore cloud computing.

I fattori a vantaggio di IBM

Non è solo l’acquisizione di Red Hat che potrebbe rappresentare benefici. In un vicinissimo scenario futuro, segmenti dell’informatica come l’intelligenza artificiale, avranno un largo consenso e anche grande diffusione. Chi meglio di IBM potrebbe trarre vantaggio da ciò? Ricordiamo brevemente che l’azienda negli anni 80 creò Deep Blue, il sistema di AI che riuscì a battere nel 1996 il campione di scacchi Kasparov.

Altro fattore  è il prezzo delle azioni, che al momento risulta essere abbastanza appetibile rispetto al comparto in cui si trova.

Aggiungiamo a ciò anche un dividend yield del 4,84% che lo renderebbe profittevole in ottica long term.

In conclusione, esistono alcuni fattori che potrebbero dare un spinta e far risalire il titolo.

La sfida è quindi legata alle attività di rinnovamento aziendale e i possibili sviluppi di alcuni segmenti di mercato.

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