I voti della BCE: Credem la più solida, i banchieri devono migliorare

Le tanto attese pagelle della BCE sono giunte puntuali e, come in ogni classe che rispetti, ci sono promossi e rimandati. La Banca Centrale Europea si esprime con parole lusinghiere nei riguardi degli istituti di credito dell’eurozona in quanto sono le più solide. Quelli che invece vengono “rimandati” sono i banchieri. Come ha rimarcato Andrea Ernia, Presidente del Consiglio di Vigilanza Unica Bce, questi ultimi “devono mettersi in linea con le regole” in particolare per quanto riguarda i controlli antiriciclaggio e la gestione.

Le banche sotto la lente

Ben 109 banche al vaglio sotto i voti della BCE. Tra queste solo sei hanno riportato dei “livelli di Cet1 inferiori agli orientamenti di secondo pilastro”. A questi istituti sono state richieste delle manovre correttive e di adeguamento spiega il presidente Andrea Ernia. Dopo la pubblicazione dei dati sulla richiesta di capitale aggiuntivo, le banche italiane risultano le meno rischiose e registrano anche un ragguardevole miglioramento nei crediti deteriorati.

I voti della BCE: Credem la più solida nella classifica

Credem (MIL:CE) risulta essere la più solida. Difatti, la sua richiesta di capitale supplementare è la più bassa e corrisponde all’1%. Intesa Sanpaolo si classifica undicesima con una richiesta di credito aggiuntivo pari all’1,5%, seguita da Unicredit con un 1,75%, valore pari a quello di altre sedici banche. Bper banca registra un valore del 2%, mentre Ubi, Banco Bpm e Ccb al 2,25%. In fondo all’elenco compaiono Mps e Banca Popolare di Sondrio.

Possibili nuove fusioni secondo la BCE?

Il Presidente del Consiglio di Vigilanza Unica, Andrea Ernia, sottolinea quanto sia prioritaria la redditività sul capitale ed annuncia una svolta sulla Vigilanza sul capitale. Il moderno Quinto Fabio Massimo svela la strategia tipica del Cunctator e parla di forbearance, ossia di una strategia che punta a migliorare i ratios patrimoniali. Per andare incontro all’industria bancaria europea, si prevede l’emissione di strumenti At1 e Tier 2 congiuntamente a nuove azioni. Favorevoli alla fusione tra banche per dare una spinta propulsiva ad aggregazioni che in molti ritengono necessarie. Questo atteggiamento favorevole da parte della Bce potrebbe rivelarsi stimolante per nuove alleanze a livello nazionale.

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