I tre immortali consigli del Cardinale Mazzarino per il futuro Presidente del Consiglio dei Ministri

Oggi molte forze politiche lodano Mario Draghi ma domani? Prof. Draghi, stai attento, la palude è sempre dietro l’angolo!

In Italia, le istruzioni che dette il Cardinale Mazzarino in punto di morte al giovane sovrano Luigi XIV, valgono sempre, e purtroppo sono sempre di una modernità assoluta.

I tre immortali consigli del Cardinale Mazzarino per il futuro Presidente del Consiglio dei Ministri.

Giulio Mazzarino leggeva tutte le sere il Principe di Machiavelli, e una copia la teneva sotto il cuscino del letto.

Grazie a queste letture, il Cardinale Italiano governò molto bene il regno di Francia nel momento più torbido, ovvero quello delle Fronde.

Lodare sempre tutti, non fidatevi mai di nessuno e fate sempre di testa vostra. Queste sono le istruzioni immortali del Cardinale italiano, fatte ad uso e consumo per la politica del nostro Paese di allora che ancor oggi sono di una attualità sconvolgente.

Luigi, per tutto il suo lungo regno, si attenne a questi consigli e la storia gli dette sempre ragione.

Lo stesso consiglio ci permettiamo di darlo al Prof. Mario Draghi. Lodare sempre tutti, non fidarsi di nessuno e fare sempre e solo con la propria testa.

Può sembrare un consiglio semplice che può dare un padre a un figlio ma nell’attuale politica italiana è sicuramente il migliore.

Il banco di prova del futuro Governo?

La riforma della giustizia è troppo importante e non più rinviabile. I problemi riguardano la lentezza e la farraginosità.

Una sentenza giusta ma che arriva dopo troppo tempo non serve più a niente.

Nell’Italia, Paese estremamente litigioso, vi è un eccesso di contenzioso a tutti i livelli. Ma questo è anche dovuto al fatto che le sentenze, anche della Suprema Corte, molto spesso sono in contrasto tra di loro.

A questo aggiungiamo un eccesso di produzione normativa. Ciò mostra come il cittadino si trovi sempre in difficoltà a prendere le proprie decisioni, in particolar modo quelle giudiziarie.

Giustizia troppo lenta: costa 2,5 punti di PIL, ovvero 40 miliardi.

Il nostro Paese ha l’obbligo di allineare i tempi della giustizia a quelli degli altri Paesi europei.

Processi lenti non vuol dire solo perdita di tempo per il cittadino, ma anche un costo di circa 2,5 punti di PIL.

Questi punti di PIL equivalgono a 40 miliardi di euro, equivalenti a una grossa manovra di bilancio o a un pareggio di bilancio.

Per concluere riguardo ai tre immortali consigli del Cardinale Mazzarino, su questi 40 miliardi persi ogni anni, i nostri politici dovrebbero veramente meditare.

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