I temi economici della prima settimana del 2019

E alla fine il 2019 è arrivato. E con lui, ovviamente, i primi temi economici da monitorare.

Italia

Milano ha chiuso l’ultima seduta dell’anno con un progresso dell’1,44% e uno spread che è arrivato a 250 punti. Il tutto grazie alle ultime vicende politiche. L’Italia, infatti, dopo la tempesta delle scorse settimane, potrebbe vedere (forse) un po’ di sereno. Il governo ha chiuso la questione Manovra Finanziaria con il decreto approvato definitivamente al Parlamento. Nonostante la lotta delle opposizioni c’è dunque il sì al disegno, sebbene arrivato in extremis. Quota 100 e il reddito di cittadinanza sono presenti nel testo, per la felicità dei due partiti di maggioranza che su questi provvedimenti avevano fondato la loro campagna elettorale.

Un punto a favore della Penisola in chiave europea dal momento che il Quantitative Easing sarà sospeso dalle prossime ore. La Bce si limiterà a reinvestire quanto incassato dai bond in scadenza.

Trump&Fed fra i temi economici rilevanti

Impossibile non guardare agli Stati Uniti. Lì, Wall Street tenta di strappare un’ultima occasione per far felici i suoi investitori. Il tutto dopo un’ultima parte dell’anno caratterizzata da volatilità estrema. Ma come sempre accade la volatilità è un sintomo. Sintomo di una possibile malattia i cui germi sono già tutti presenti. Prima di tutto il dissidio tra Fed e Casa Bianca. L’ultima decisione del governatore della Banca Centrale a stelle e strisce Jerome Powell non è piaciuta al presidente Usa Donald Trump. Rialzare i tassi di un quarto di punto era una decisione ampiamente scontata dai mercati.

Armistizio alla Casa Bianca fra i temi economici 

Quello che invece non era scontato era la conferma di altri due aumenti per il 2019 in parallelo ad un taglio delle proiezioni di crescita. Uno smacco che Trump non ha digerito arrivando a definire la Fed “l’unico problema dell’economia Usa”. Voci di un licenziamento di Powell si erano immediatamente diffuse, per poi essere prontamente smentite. Ma tutto questo non risolve, comunque, il fatto che Trump e Powell sono, di fatto, separati in casa.

Shutdown

Intanto la la riapertura del Congresso statunitense arriverà solo giovedì e in quell’occasione si tenterà l’ennesimo accordo tra le parti per riuscire a sbloccare lo shutdown che dal 22 dicembre sta paralizzando una parte dell’amministrazione nazionale. Alla base del blocco, i 5 miliardi di dollari che Trump chiede per la costruzione del muro al confine con il Messico. Ma in questo caso il problema sarà ancora più esacerbato. Da giovedì, infatti, la Camera Usa avrà una maggioranza democratica, contraria al progetto. Dall’altra parte,  invece, ci sarà un Senato che vedrà rafforzata la presenza repubblicana.

Approfondimento

Mercat azionari 2019

 

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