I russi non compreranno più le scarpe artigianali italiane e le Marche rischiano di restare a piedi nudi 

Molti degli affari italiani sono affondati con l’ammiraglia russa Moskva. In forte difficoltà il settore calzaturiero delle Marche dove la produzione di scarpe di qualità artigianale rappresenta la roccaforte imprenditoriale del posto. Solo nel 2020 l’area considerata ha esportato merci per un valore di 273 milioni di euro secondo quanto comunicato dell’Ente Regione. Infatti, verso la Russia si concentra il 90% dell’export di scarpe. «La merce ordinata è pronta da spedire ma ferma; altri ordini sono già in produzione ma non potranno essere consegnati e i pagamenti sono bloccati». Questo nel mese di marzo 2022. In generale la Russia per il mercato calzature vale il 2,7% delle esportazioni e nel 2021 sono state vendute 3 milioni e mezzo di scarpe per un fatturato di circa 250 milioni. Anche l’Ucraina ha mostrato di avere buon gusto tant’è che abbiamo smerciato 450.000 paia per 36milioni di guadagni.

I tempi di transizione

È pur vero che si cercheranno nuovi mercati come sta già facendo il resto del settore Moda. Tuttavia la tempistica verosimilmente non ha risvolti immediati e non è detto che altri Paesi siano disposti a spendere quanto i russi. Il Made in Italy piaceva molto ai sovietici al punto da non badare a spese pur di sfoggiare capi del Belpaese. Persino Vladimir Putin in piena guerra durante il discorso alla Nazione allo stadio Luzhniki, indossò un costosissimo piumino blu firmato «Loro Piana».

I russi non compreranno più le scarpe artigianali italiane e le Marche rischiano di restare a piedi nudi

L’Agenzia ICE che fa capo al MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) riferisce di un settore con oltre 70.000 addetti e 4.500 imprese attive. Si tratta di un comparto fortemente internazionalizzato con numerose delocalizzazioni e outsourcing all’estero. La distribuzione si è spostata molto sulle piattaforme web non solo per la vendita ma anche per analizzare la clientela. Oltre al distretto delle Marche che è quello più ampio, le altre Regioni coinvolte sono la Toscana, il Veneto e l’Emilia per quanto riguarda l’alta gamma. Poi Lombardia, Campania e Puglia.

Il ruolo delle fiere

Per trovare nuovi player è fondamentale il ruolo degli eventi espositivi che fortunatamente sono ripresi in presenza. L’ultimo in ordine di tempo è stato il Micam di Milano. Si tratta del Salone Internazionale della calzatura. All’inaugurazione ha preso parte anche il Ministro agli Affari Regionali e alle Autonomie Mariastella Gelmini. Ieri sera durante la trasmissione «Fuori dal Coro» andata in onda su Rete 4 e condotta da Mario Giordano, il comparto chiedeva aiuti allo Stato visto che i russi non compreranno più. Intanto piuttosto che puntare a bonus e ristori, è auspicabile cambiare strategia e piazzarsi su nuovi mercati. Considerare ad esempio gli Stati Uniti, l’area degli Emirati e i Mercati Emergenti.

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