I risparmi degli italiani rischiano di cadere nelle mani dei francesi? L’azione Generali sotto osservazione

L’indiscrezione trapelata di un interesse di Leonardo Del Vecchio a salire al 20% di Mediobanca ha scatenato una bagarre. L’azione a lungo in apertura non è riuscita a fare prezzo, a causa della forte pressione in acquisto. Ma il vero obiettivo di Del Vecchio non è Mediobanca ma Generali Assicurazioni.

I risparmi degli italiani rischiano di cadere nelle mani dei francesi? L’azione Generali sotto osservazione

E’ a Generali che l’imprenditore italiano punta quando vuole acquisire il 20% della banca d’affari di Piazzetta Cuccia. Generali è uno dei maggiori gruppi finanziari europei e una delle casseforti dei risparmi degli italiani. I ben informati sussurrano di una operazione ardita: creare una partnership tra Generali, appunto, e il colosso francese Axa.

Ma veramente i risparmi degli italiani rischiano di cadere nelle mani dei francesi? Vediamo come si comporta l’azione Generali (MIL-G) in Borsa. Il titolo ha subito i rovesci esattamente come la maggior parte delle azioni italiane. Ed essendo un titolo finanziario ha avuto un andamento molto simile al comparto dei bancari.

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A marzo ha perso quasi il 45% passando da circa 19 euro a poco sopra i 10 euro. Il 19 marzo i prezzi hanno avuto una reazione che li ha portati fino in area 13 euro. Successivamente l’azione ha avuto un movimento laterale attorno a questo valore, fino ad oggi.

Le strategie per l’azione del Leone di Trieste

Il 30 aprile l’azione ha fatto segnare un massimo a 13,55 euro. E’ a questa soglia di prezzo che adesso l’investitore deve guardare. Perché è solo con una chiusura dei prezzi oltre questo livello che si potranno porre le premesse per una nuova fase rialzista dell’azione. Una chiusura sopra 13,55 euro, meglio se settimanale, spingerà l’azione verso area 15,40 euro. Qui i prezzi chiuderebbero un gap che hanno aperto con la seduta del 9 marzo.

Al ribasso la soglia di 11,6 rimane in valicabile perché una chiusura sotto questo livello porterebbe l’azione nuovamente verso 10 euro. Mentre una chiusura sotto 12 euro allontanerebbe ulteriormente qualsiasi velleità rialzista del titolo.

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