I regali di Natale 2020 richiedono un’attenzione in più quanto a logiche di portafoglio

Ecco perché i regali di Natale 2020 richiedono un’attenzione in più quanto a logiche di portafoglio. Il Natale è ormai alle porte e, come di consueto, si comincia a pensare a cosa mettere nei pacchi dono. E’ vero che quello che si preannuncia sarà un periodo di festività per modo di dire, ma come dice il detto bisogna “fare di necessità virtù”. Le necessità legate al nuovo regime di restrizioni potrebbero però rivelarsi tutt’altro che virtuose. Anzi, in caso di nuovo lockdown totale, si potrebbero verificare delle logiche di vero e proprio monopolio in violazione dei principi di concorrenza. Vediamo quindi perché i regali di Natale 2020 richiedono un’attenzione in più quanto a logiche di portafoglio.

Le ordinarie logiche di portafoglio

Si sa, quando si ha che fare con la programmazione dei regali natalizi, due sono le linee che guidano gli acquisti. Vale a dire i prezzi di mercato da un lato e i gusti delle persone e le mode del momento dall’altro. Una combinazione che spesso può far arrovellare non poco e il momento è già “caldo” per questo genere di valutazioni. Oltre al consueto indice di gradimento dei regali, ci si interroga infatti anche su dove e come acquistare, per risparmiare un po’ sui prezzi. E così può venire spontaneo rivolgere la nostra piccola campagna acquisti alla catene di vendita on-line. Ma bisogna essere anche consapevoli di ciò che si potrebbe profilare all’orizzonte quest’anno.

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Il monito che viene dalla Francia

«Caro Babbo Natale, quest’anno prendiamo l’impegno di un #NatalesenzaAmazon», scrivono i firmatari di una inconsueta petizione partita dalla Francia. Tra i primi sottoscrittori, esponenti politici, la sindaca di Parigi Anne Hidalgo, gruppi di ecologisti, ma anche personalità del mondo della cultura e dell’associazionismo. L’intento è di sensibilizzare verso gli acquisti cosiddetti “made in” a sostegno dei piccoli commercianti e produttori locali, in luogo dei giganti web statunitensi. Inutile aggiungere che il grande spauracchio è rappresentato in primis da Amazon.

La discesa in campo di Confesercenti e Codacons

In ambito italiano, forti perplessità sono state manifestate pure da Confesercenti e Codacons. “Questa seconda ondata sta creando uno squilibrio di concorrenza gravissimo tra i negozi reali e il web” si legge. Infatti mentre i negozi reali sono chiusi d’imperio in ottemperanza a disposizioni governative e regionali, il canale delle vendite on line agisce ed opera in condizioni di monopolio di fatto. Per tali ragioni anche Codacons si fa sentire e, in vista del Natale, chiede al Governo di mettere a punto delle misure per limitare lo strapotere dei colossi dell’e-commerce. Si tenta così di arginare il problema serissimo a cui andranno incontro i “nostri” negozi reali, in vista del Natale. Ecco perché i regali di Natale 2020 richiedono un’attenzione in più quanto a logiche di portafoglio.

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