I PIR faranno volare Interpump nel 2020? I livelli di trading da monitorare

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Nel 2020 si potrebbe riaprire la caccia ai PIR? Recentemente sono state introdotte modifiche alla normativa fiscale sui fondi che premiano, con un incentivo fiscale, gli investitori pazienti. A beneficiare della massa di liquidità in arrivo dal risparmio privato dovrebbero essere soprattutto le piccole e medie imprese che a Piazza Affari sfiorano le 300 unità per una capitalizzazione complessiva di 26 miliardi. «L’Economia» del Corriere ha messo in rassegna i titoli più sensibili alla nuova versione dei fondi PIR. In risultati di questo studio sono mostrati nelle tabella seguenti. Al primo posto troviamo Amplifon che da inizio 2019 ha guadagnato (alla chiusura del 20 dicembre) l’86%. Al secondo posto, poi, c’è Interpump che nel 2019 ha avuto una performance molto più modesta (+8,66 da gennaio 2019) e che per questo motivo potrebbe esplodere nel 2020.

Occhio, quindi, a Interpump che nel 2020 potrebbe esplodere grazie alla ripresa degli investimenti sui PIR.

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Per dettagli e approfondimenti sul titolo Interpump clicca qui.

La valutazione di Interpump

Secondo gli analisti il titolo è sottovalutato mediamente di circa il 9% e ha un giudizio Outperform. Interpump, quindi, dovrebbe fare meglio del mercato.

Se si invece si va a guardare il fair value calcolato in il metodo del discounted cash flow, allora Interpump risulta essere sopravvalutato del 55%..

La valutazione basata sui multipli degli utili non aggiunge nulla. Il titolo azionario, infatti, risulta essere in linea sia con il settore di riferimento che con il mercato italiano.

Consenso medio OUTPERFORM
Numero di analisti 5
Prezzo obiettivo medio 30,32  €
Ultimo prezzo di chiusura 27,92  €
Spread / Prezzo obiettivo massimo 22,1%
Spread / Prezzo obiettivo medio 8,60%
Spread / Prezzo obiettivo minimo -3,30%

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La situazione finanziaria di Interpump

Passività a breve e lungo termine: Le attività a breve termine (863,0 milioni di euro) superano le passività a breve (458,3 milioni di euro) e a lungo termine (436,1 milioni di euro).

Livello del debito: Il rapporto debito/patrimonio netto (54,5%) è considerato elevato e, cosa ancora più preoccupante, è aumentato dal 50,6% al 54,5% negli ultimi 5 anni.

Copertura del debito e degli interessi: Il debito è ben coperto dal flusso di cassa operativo (34,7%), mentre il pagamento degli interessi sul debito è ben coperto dall’EBIT (54,3x copertura).

Copertura del debito tramite il patrimonio: Il debito è coperto da attività a breve termine (le attività sono 1,7 volte il debito).

Analisi grafica e previsionale

Il titolo Interpump (MIL:IP) ha chiuso la seduta del 20 dicembre a quota 27,92€ in rialzo  dello 0,46%, in ribasso dello 0,36% rispetto alla seduta precedente.

Attualmente le quotazioni si trovano in mezzo al guado di una proiezione rialzista (linea continua) e di una ribassista (linea tratteggiata). Il livelli di trading da monitorare in chiusura di giornata, quindi, sono 27,14€ e 28,223€. Chiusure giornaliere che rompono uno dei livelli indicati potrebbero dare direzionalità alle quotazioni. Al rialzo il I° obiettivo di prezzo si trova in area 29,979€ e la massima estensione vede un rialzo di circa il 30%. Al ribasso, invece, il I° obiettivo di prezzo si trova in area 25,363€.

Interpump

Interpump: proiezione rialzista in corso sul time frame giornaliero. La linea blu rappresenta i livelli di Running Bisector; la linea rossa i livelli de La Nuova Legge della Vibrazione.

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